Serie ordinarie di Repubblica
2011: ANCORA FALSI PRIORITARI
di Luciano Nicola Cipriani, perito filatelico
All’inizio dell’anno 2011 sono iniziati a circolare alcuni falsi prioritari che, in un primo momento, più che falsi sono apparse varietà; un’analisi più attenta però ha rivelato che effettivamente si trattava di veri e priori falsi in tutto e per tutto. Andiamo per ordine.
Claudio Ernesto Manzati acquista su un banchetto di un mercatino domenicale, gli esemplari mostrati in figura 1 che, al momento dell’acquisto e con occhio un po’ veloce, li aveva interpretati come varietà a causa delle scritte leggermente più grasse del normale che ricordavano una doppia stampa in sovrapposizione quasi perfetta già trovata nel prioritario del 2002 (CIFO: flash news del 19-3-09). Tornato a casa, li controlla un po’ meglio e si rende conto che, in tutti i francobolli della serie, al di sotto e leggermente scostata rispetto al valore stampato appare il valore “€ 0,60” in albino, come se fosse stato scolorito, e quasi sovrapposto il nuovo valore maggiorato.
Quanto esposto, supportato anche dalla fustellatura decisamente molto simile a quella adottata dal Poligrafico dello Stato, ha fatto pensare che i falsari avessero scolorito i fogli da 0,60 per stamparci sopra francobolli di maggior valore facciale. Anche il retino colorato del fondo differisce in modo abbastanza palese se osservato con una lente da ingrandimento e questo ha avvalorato l’ipotesi di uno scolorimento totale o quasi dei francobolli originali. Quando ci si trova tra le mani strani francobolli e mano mano che si scoprono particolari altrettanto strani, il nostro cervello si sbizzarrisce nel dare interpretazioni plausibili che possano soddisfare la nostra fantasia combattuta tra incredulità ed euforia.
Finalmente durante il Convegno di Milanophil mi sono stati consegnati e ne ho potuto prendere visione diretta. Si tratta di due serie, una con la stampa completa e l’altra con la mancanza della stampa della cifra del valore. Con uno sguardo veloce ho constatato la presenza del valore “€ 0,60” in albino, ho ascoltato le considerazione del mio amico ed ho infilato in borsa il tutto con l’idea che, appena tornato a Firenze, me ne sarei occupato. Non è stato così per impegni vari, ma qualche giorno fa sono riuscito a trovare un po’ di tempo per studiarli meglio, soprattutto in condizioni di luminosità adeguata. Certo sotto la luce bianca ed intensa mi sono apparse chiare tutte le caratteristiche di questi francobolli. Innanzitutto la carta, che mi è apparsa subito strana: di una lucentezza quasi sericea, mai vista per le emissioni italiane di francobolli autoadesivi, ed anche più morbida, più porosa e scivolosa. Allora ho riguardato meglio altri caratteri della stampa ed ho potuto constatare anche il diverso retino del colore di fondo. Ma andiamo per ordine e vediamo quali sono i caratteri di queste imitazioni precisando che i valori imitati sono 5, dallo 0,80 euro fino al 2,20, in pratica tutta la serie senza millesimo ad eccezione dello 0,60 del quale peraltro esiste già dal 2007 un falso.
CARATTERISTICHE TECNICHE
FUSTELLATURA
Iniziamo ad analizzare la fustellatura che nei falsi prioritari, ad eccezione dell’imitazione dell’emissione 2000 e quelle del 2011, sono tutte molto differenti da quella utilizzata dal Poligrafico dello Stato che ha un valore di “dentellatura” pari a 11. Questo valore determina la presenza di 20 “denti” sui lati orizzontali ed 11 sui lati verticali, escluso i “dentoni” in corrispondenza degli angoli. Lo stesso numero di “denti” hanno il falso del 2000 ed i falsi ritrovati all’inizio di quest’anno. Pur riscontrando gli stessi numeri, le fustellature dei due falsi e quella ufficiale del Poligrafico dello Stato hanno geometrie differenti, come si può facilmente evincere dalla figura 2. Le differenze sono evidenti sia nella forma dei “denti”, sia nel dentone d’angolo.
CARTA
Come accennato, la carta è morbida, setosa al tatto e con riflessi sericei. Decisamente differente da quella normalmente utilizzata dal Poligrafico. Oltre ad essere morbida e porosa, questa carta è anche pochissimo elastica tanto che rimane arcuata se debolmente deformata. Insomma direi una carta decisamente scadente.
STAMPA
Queste imitazioni sono state stampate in offset ed hanno i colori abbastanza fedeli agli originali, ne differiscono però per alcuni caratteri anche molto evidenti. Innanzitutto si nota come il colore di fondo non abbracci il disco centrale, esso si interrompe appena entra in contatto con il disco lasciando una fascia verticale bianca al centro (v. fig. 1). I retini differiscono dall’originale per essere composti da linee oblique variamente inclinate e di diverso spessore; al contrario, nell’originale esso è composto da puntini malamente stampati (che simulano un tratto pieno) che diminuiscono di densità verso il centro. Nella figura 3 sono riportati i retini delle imitazioni a sinistra e contrassegnati con una F, tutti in colore rosso; l’originale (0,60 di colore nero) è a destra.
Anche le scritte mostrano alcune differenze. Nella figura 4 è riportata la scritta “—–postaprioritaria” di ciascun valore messo a confronto con quella originale (0,60), tutte sono allineate a sinistra. La lunghezza della scritta è differente anche tra le imitazioni e sono tutte leggermente più corte dell’originale, ad eccezione del valore da 2,00 euro, che invece è appena più lunga. Inoltre il valore da 0,80 ha le lettere di “posta” più grasse mentre quelle di “prioritaria” sono più magre rispetto a quelle delle altre imitazioni. le differenze nelle singole lettere si notano bene nella “t” e nella “a” di “prioritaria”. Nelle imitazioni la “t” si distingue per la testa molto appuntita, mentre la “a” ha la curva alta che tende a chiudersi di più rispetto all’originale. Anche la “t” di “posta” ha la testa molto più appuntita nelle imitazioni.
La scritta “ITALIA”, in verticale sulla sinistra dei francobolli, è invece identica per tutte le imitazioni e differisce di poco da quella originale, l’unica differenza è il punto di inizio della parola: nell’imitazione la “I” inizia a metà tra la 3a e la 4a barretta, mentre nell’originale la “I” è più vicina alla terza barretta (figura 5). In sostanza nelle imitazioni la parola “ITALIA” è leggermente traslata verso destra rispetto al segmento tratteggiato sottostante.
Maggiori differenze emergono dall’analisi del valore sia nel simbolo dell’euro che in quello delle cifre. In figura 6 sono riportati sia i valori che i segmenti tratteggiati soprastanti.
Le immagini sono allineate con la fine del tratteggio a destra. Alcuni caratteri saltano subito agli occhi:
1- in tutti i valori è visibile il fantasma dell’impronta “€ 0,60” a cui si sovrappone il nuovo valore.
2- il tratteggio ha spessore differente da valore a valore ed è anche differente da quello originale (0,60). In particolare sono simili tra loro i tratteggi dei valori da 0,80 e 1,50; 1,40 e 2,00. Solo il valore da 2,20 è simile all’originale.
3- Il tratteggio non è solidale con il valore e se ne discosta sia in verticale che in orizzontale.
4- Le cifre non mantengono la stessa distanza. È molto evidente la differente distanza tra l’1 e la virgola nei valori da 1,40 e 1,50.
5- Le cifre utilizzate sono appena più larghe di quelle dell’originale.
6- Il simbolo dell’euro è più aperto rispetto all’originale e non da l’idea di essere una porzione di cerchio.
Le maggiori differenze riscontrate nel valore facciale delle imitazioni ed il fantasma della cifra 0,60, inducono ad affermare che sia stata ripresa una immagine già utilizzata in precedenza di una imitazione dello 0,60 a cui sono state apportate le modifiche necessarie per la stampa di questi nuovi francobolli.
Per quanto riguarda il centro nero con la “P” (figura 7), esso ha caratteristiche costanti tra le imitazioni, ma differisce dall’originale. Quest’ultimo non è assolutamente ben definito né nei contorni, né nelle suddivisioni interne. Si vedano le linee di separazione tra ciascun tono di grigio e di nero a partire dall’anello esterno fino alla “P” interna. Sono altresì diverse le superfici di alcuni elementi quali ad esempio la piccola macchia bianca a sinistra in basso rispetto al piede della “P”.
Infine le scritte in ditta riportate in figura 8. Dall’alto vero il basso le imitazioni in ordine crescente di valore facciale, in basso quella dell’originale. Come si può notare, le imitazioni non sono costanti nella lunghezza di queste scritte e sono più lunghe di quella originale. Anche i caratteri delle imitazioni sono leggermente più grandi.
La figura 8 mette in evidenza anche la differente risposta della carta alla luce dello scanner; pur essendo la carta delle imitazioni più brillante, essa fornisce una risposta molto opaca con una colorazione grigia. Al confronto la carta utilizzata dal Poligrafico dello Stato ha maggiore riflettentanza ed appare decisamente bianca. Bisogna riconoscere che per un occhio inesperto questi falsi possono essere molto pericolosi e consigliamo a tutti di fare molta attenzione. Nel caso di acquisto incauto, sono comunque una frode, a qualunque prezzo vengono offerti. In genere i falsi vengono scoperti prima su plichi viaggiati e poi si cercano allo stato di nuovo, in questo caso non sono ancora state trovate spedizioni che li contengono il che potrebbe far supporre che probabilmente, almeno per il momento, possano essere circoscritti nel mondo del collezionismo.
LA DOPPIA STAMPA NELL’ALTO VALORE DA 1500 LIRE
Nicola Luciano Cipriani – Perito Filatelico
Come già comunicato in modo quasi telegrafico alla fine dell’articolo sulla doppia testa dell’AV da 2000 lire (La Ruota Alata, n. 69 – Direzione Manelli), sono a raccontarvi della stessa caratteristica trovata sull’AV lire da 1500. Anche questo articolo l’ho redatto con un po’ di ritardo rispetto alle mie intenzioni, spero che me ne scuserete. Ma veniamo all’oggetto del nostro argomento.
Nella figura 1 vi mostro il foglio intero del valore da lire 1500 Alti Valori, è per dovere di cronaca anche se la caratteristica che stiamo trattando non è visibile a questa scala. Mi fa piacere introdurre questa varietà del 1500 lire raccontandovi un po’ la storia di come ne sono venuto in possesso. Dopo aver scoperto la doppia stampa nel valore da 2000 lire in minifogli da 20, sono stato molto attento alle mandate di stampa successive tenendo sotto controllo la situazione attraverso una grande azienda nazionale che mi riforniva della propria corrispondenza, in arrivo da quasi tutto il territorio italiano. Il campione considerato non poteva avere assolutamente un valore rappresentativo reale, ma, anche se a piccoli e limitati spot locali mi ha consentito comunque di tenere sotto controllo un territorio abbastanza ampio.
Ho potuto così notare la presenza di tante piccole varietà finché non è apparso la prima busta con la doppia stampa della testa nel valore da 1500 lire. L’esperienza maturata con il 2000 lire e le prime buste visionate con il 1500 mi hanno fatto subito considerare che la distribuzione non doveva essere localizzata e per verificare sono andato alle Poste Centrali di Firenze in via Pellicceria. Naturalmente non all’Ufficio Filatelico, a quei tempi i francobolli erano presso tutti gli sportelli che accettavano invii. Ne comprai subito una decina e, in separata sede, notai che aveva la caratteristica che stavo cercando.
Tornai a casa soddisfatto con la tentazione di comperarne un foglio intero, ma la spesa a quei tempi non era piccola. Traccheggiai e dopo qualche giorno tornai a comprarne ancora, anche per tenere sotto controllo la situazione. Ne acquistai altri dieci. Anche questi avevano la stessa caratteristica. Contemporaneamente controllavo anche le buste che mi arrivavano dalla grande azienda. Si notava chiaramente come la diffusione era veramente ampia e mi fu spontaneo dubitare ulteriormente: “ma se sono così comuni non sarò il solo a notare questo carattere, a cosa mi può servire l’acquisto di un intero foglio?” Passò altro tempo ed alla fine mi decisi per l’acquisto pesante. L’aver tenuta la notizia riservata è stato per vari motivi, da una parte lo scarso successo che ha avuto il minifoglio del 2000 quando ne comunicai la caratteristica ed inoltre, a quei tempi, non avevo molti collegamenti con il mondo della filatelia comunicata.
Mi decisi all’acquisto, in pratica, per una mia soddisfazione personale: avevo il minifoglio del 2000 e mi piaceva l’idea di avere anche il foglio di questo secondo valore. Continuai a tenere sotto controllo gli AV fino al termine della loro produzione. Nessun altro ne notai con questa caratteristica. Il foglio da 50 che vi presento è rimasto veramente dimenticato per tutti questi anni. Ho sempre ricordato di avere le due strisce di 10 francobolli, ma avevo completamente dimenticato di avere anche il foglio. Nel mese di gennaio, cercando altri francobolli, è saltato fuori e con piacere ve lo presento. Dopo questa storia di ricerca remunerata con la soddisfazione, vi presento i particolari della doppia impressione per questo francobollo.
Nelle figure 2, 3 e 4 sono riportati i particolari della nuca, il profilo del viso e le ciocche dei capelli.
In tutte e tre le foto si notano i caratteri della doppia stampa. In particolare nella figura 2 si nota il raddoppio della linea verticale di riquadro e quella del collo (parte posteriore), questo carattere si nota anche nel tratto curvo estremo che delimita il mento. Lo scostamento è contenuto, ma il raddoppio è evidente. Nella figura 3 si nota ancora il raddoppio della linea del collo (parte anteriore), del mento, del ricciolo interno del naso e del ciglio basso destro dell’occhio. Nella figura 4 si nota il raddoppio dei capelli nella prima ciocca inferiore, nei tre capelli più vicini al collo; nella seconda ciocca i capelli sono molto inclinati e non rendono visibile il raddoppio dell’impressione. Nella terza ciocca invece i capelli sono verticali ed in questa posizione il raddoppio è nelle condizioni migliori di visibilità. Il carattere è ancora evidente nella quarta ciocca, subito sopra l’orecchio. La doppia impressione si vede bene anche nel lobo inferiore dell’orecchio nella parte finale del tratto a destra.
Infine nelle figure 5 e 6 sono mostrati gli elementi visibili della doppia impronta nello stemma della Repubblica. Questo carattere nello stemma è meno visibile per la sovrapposizione delle scritte del valore; ad ogni modo in entrambe le immagini si vede abbastanza bene il doppio rigo verde. La doppia impressione non si vede nelle linee orizzontali del grigliato sottostante perché parallele allo spostamento e quindi sovrapposte a se stesse.
Altri valori con la stessa varietà
Dopo la pubblicazione del mio primo articolo sul 2000 lire, un socio AFIS comunicò di aver trovato anch’egli esemplari con questa caratteristica ed inviò a Marcello Manelli, allora presidente, una comunicazione in cui asseriva di aver trovato la doppia stampa sui seguenti valori: 1500 e 3000. La comunicazione del socio era telegrafica, a corredo aveva solo una immagine del 3000 lire composta da due particolari: la nuca e lo stemma della repubblica (Fig. 7).
Dalla figura 7 si nota come nel francobollo da 3000 la doppia stampa interessa sia la testa che lo stemma della repubblica, carattere già riscontrato sia per il 2000 che per il 1500. In realtà la doppia stampa, come accennato, interessa anche il grigliato sottostante solo per le linee orizzontali, per le quali non è possibile vedere un loro raddoppio in quanto parallele allo spostamento.
Nei miei articoli relativi a questo argomento, mi sono sempre limitato a segnalare solo la doppia stampa della testa perché è l’elemento più libero da sovrapposizioni da altri elementi grafici e quindi facilmente visibile.
Vi ricordo inoltre che per il valore da 2000 lo scostamento medio è di 0,1 mm, per il 1500 è leggermente meno, mentre per il 3000 dalla foto si può stimare circa il doppio (0,2-0,3 mm). Il valore dello scostamento, almeno nel 2000 lire, non sembra essere costante, come scaturito da un mio studio inedito su oltre 126 francobolli usati di varia provenienza che ha evidenziato uno scarto sempre molto ridotto e con una variabilità molto contenuta. Per quanto riguarda il 1500, sulla base sia dei valori nuovi che dei numerosi usati, ho potuto constatare che lo scostamento tra le due impressioni è leggermente inferiore rispetto al valore da 2000; nel caso del 1500 lo scostamento ridotto sembrerebbe costante, ma comunque di non facile verifica. C’è da dire anche che questo francobollo ha una stampa leggermente più in “grassetto” che tende a ridurre apparentemente lo scostamento. Per il valore da 3000, purtroppo l’immagine è la sola disponibile e non si possono fare molte considerazioni, speriamo di riuscire a trovarne altri esemplari che possano consentirmi di completare gli articoli su questo argomento.

Figura 8 – confronto dei caratteri di stampa tra il valore da 1500 (sinistra), 2000 (centro) e quello da 3000 (destra)
Nella figura 8 ho messo in evidenza l’unico particolare disponibile del 3000 con quello degli altri due valori (il 2000 è in B/N). lo scostamento della doppia stampa nel valore da 3000 è maggiore degli altri, pur con questo, ritengo di poter asserire che il tratto del disegno del valore da 3000 sia più simile a quello da 2000 che non a quello da 1500. Mi rendo conto che questo carattere non può essere derimente per affermare che questo francobollo sia stato stampato in minifogli da 20 o in fogli da 50, ma effettivamente le caratteristiche di stampa del 1500 sono effettivamente differenti e più grassetti.
Origine della varietà
Resta da discutere e dare una spiegazione a questa varietà degli alti valori. Vi ricordo che la stampa di questi francobolli è stata eseguita con due passaggi, la prima fase ha prodotto la stampa della testa, dello stemma e delle linee orizzontali del grigliato sottostante, la seconda ha prodotto la restante parte del disegno con la sovrapposizione di alcune parti e l’ornato del riquadro circostante. La doppia impressione interessa quindi solo la prima fase di stampa. Non è facile ricostruire le vicende che hanno prodotto questa varietà, soprattutto perché bisognerebbe conoscere molto bene la geometria della macchina da stampa e non solo il funzionamento, nelle sue linee generali, come è di nostra conoscenza. Non sono propenso a ritenere che il difetto sia dovuto ad una doppia incisione sulla rulletta che imprime l’immagine sulla lastra in quanto esistono scostamenti differenziati, anche se di poco, all’interno dello stesso minifoglio. A dimostrazione vi presento questa differenza in una coppia orizzontale usata ad Orgosolo (NU) (Figg. 9 e 10).
Dalla posizione del timbro è facile riposizionare i due particolari della figura 10: in alto il francobollo di destra, in basso l’altro. In questa figura si vede molto bene, specialmente lungo il profilo del mento, ma anche lungo le linee verticali del collo e del riquadro, come la differenza di scostamento tra le due stampe sia reale, anche se molto contenuta. Questo dato escluderebbe che il difetto possa essere nella rulletta. Un altro punto da considerare e che tende ad esclude il difetto sulla rulletta è che, avendo riscontrato la doppia incisione sia in minifogli da 20 che nei fogli da 50, appare strano che il “difetto” possa essersi verificato anche sulla nuova lastra per i fogli da 50. Penso sia più ragionevole affermare che la doppia impressione sia avvenuta nella fase di stampa e andrebbe quindi escluso qualunque difetto a livello di preparazione della lastra per la stampa calcografica. Di più penso che proprio non si possa dire.
Nel prossimo articolo su questo tipo di varietà vi presenterò alcune doppie stampe parziali riscontrate nella doppia impressione parziale della torre degli ornati di questi francobolli. Le doppie stampe sono realmente molto parziali e meritano comunque una presentazione.
FRANCOBOLLI PRIORITARI – STORIA ED EMISSIONI
di Nicola Luciano Cipriani, perito filatelico a Firenze
Con quali intenzioni è nato il servizio Prioritario
Il Servizio Prioritario era nato con l’intento di accelerare il trasferimento e la consegna delle missive, infatti la pubblicità di Poste Italiane per questo servizio garantiva la consegna in 1 giorno dopo l’impostazione (esclusi i giorni festivi e prefestivi) se avvenuta entro l’orario limite prescritto (ore 18). Il servizio era stato preceduto da un periodo di sperimentazione e pubblicità iniziato il 1° Dicembre 1997 (Fig. 1) e le missive erano caratterizzate da una etichetta azzurra di grande formato con la scritta PRIORITARIO in bianco che richiamava il simbolo delle Poste disegnato da Franco Maria Ricci.
Fino al 28 febbraio 1998 tale etichetta poteva essere applicata sulle corrispondenze ordinarie con tariffa da £ 800 consentendole di viaggiare come se fosse stato un plico prioritario a condizione di imbucare la corrispondenza entro le ore 12 nelle località di provincia ed entro le ore 17 nelle città capoluogo. Dal successivo 1 marzo il servizio sarebbe stato attivato in ambito regionale al prezzo di £ 1200 e da ottobre sul territorio nazionale. In realtà poi il servizio inizierà solo il 21 giugno 1999.
La scelta dei bozzetti del Francobollo prioritario
La scelta del bozzetto per il nuovo francobollo prioritario è stata certamente preceduta, come di norma al Poligrafico, da uno studio specifico per la realizzazione della veste finale, in altre parole un progetto per la realizzazione di un francobollo segue un iter burocratico e tecnico; generalmente il progetto prevede la scelta tra più proposte, delle quali, una sola arriva alla realizzazione finale. Vorrei spendere alcune parole in merito alle idee di progetto che non sono state scelte per la realizzazione finale del francobollo. Ripetutamente tornano disquisizioni in merito alla più opportuna definizione da dare ad alcuni francobolli che vengono fatti passare per “non emessi”, “prove”, “saggi” ecc. e gli esempi non mancano, basti pensare al clamore che ha suscitato la donna/uomo da £ 900. Con Marcello Manelli, indipendentemente uno dall’altro, ci siamo trovati d’accordo nel definire questi francobolli “idee di progetto scartate”. È molto probabile che tali idee vengano anche realizzate in concreto in pochi esemplari per sottoporlo ad eventuali valutazioni e/o approvazioni. Bisogna ricordare che una volta un’idea di progetto non era portata fino alla fase di stampa, perché la tecnologia era costosa e laboriosa. Oggi, invece, la tecnologia rende molto più veloce e meno costoso stamparle direttamente. Quante idee di progetto sono state distrutte o sono ancora nei cassetti del Poligrafico? Alcune di queste idee progettuali possono evidentemente arrivare sul mercato. Quale valore attribuire ai progetti trafugati al Poligrafico? Se ragioniamo cum grano salis, la prima domanda da porsi è: sono francobolli? Non sono certamente dei “non emessi” in quanto non hanno completato l’iter di approvazione successivamente ritirato. Sono prove di stampa? Certamente no, non è un bozzetto definitivo che è stato sottoposto ad una prova per la verifica della riuscita della stampa. Sono dei saggi? Ho molte perplessità. Allora bisogna necessariamente definirli “idee di progetto” che sono state messe da parte perché sono state preferite altre soluzioni. Questa ampia disquisizione può ora farci capire quale valore attribuire a questi francobolli. “A mio parere”, come dichiariamo noi periti, il valore deve necessariamente essere contenuto perché francobolli con tanto di decreto legislativo proprio non sono. Possiamo dire che a qualche collezionista possa piacere averli in collezione, ma questo è un altro aspetto che esula dal collezionare oggetti postali emessi con decreto di legge del ministero competente. Chiarito il mio pensiero, arriviamo ad un’idea di progetto di prioritario che è stata sicuramente scartata: si tratta del simbolo, disegnato da Franco Maria Ricci, che Poste Italiane aveva adottato nel 1994 in occasione dell’istituzione dell’Ente Pubblico Economico (Fig. 2).
Non sappiamo per quale motivo questa idea per realizzare il francobollo prioritario sia stata scartata, resta il fatto che, come al solito, qualcuno deve aver intravisto il suo “affare” e ne ha trafugato alcuni esemplari. Da quanto è dato sapere i pezzi arrivati sul mercato dovrebbero essere 28 suddivisi in due tipi differenti, entrambi sono di colore azzurro e riportano il solo valore in lire (£ 1200), ma con alcune differenze di stampa, filigrana e metodologia di perforazione. In figura 2 a sinistra è riportato un esemplare con fondo bianco, filigrana stelle IV orizzontali e dentellatura a blocco, mentre a destra, un secondo con fondo a linee, filigrana stelle IV verticali e dentellatura a pettine, inoltre le dimensioni del disegno sono leggermente differenti.
Il bozzetto definitivo: nasce il primo francobollo Prioritario
La storia ci dice che il bozzetto accettato fu un altro: quello predisposto dalla BATES ITALIA il cui nome compare in ditta nelle prime due emissioni. Quando i francobolli prioritari adottati fecero la loro prima comparsa, per i più non erano nemmeno francobolli; spesso venivano chiamati “etichette”, specialmente da coloro che erano esterni al mondo del collezionismo. Questa strana “nomea” era certamente dovuta alla novità, per noi italiani, di avere a che fare con francobolli fustellati ed autoadesivi: il fatto che non si dovessero “leccare” li poneva in una sfera totalmente separata dai francobolli intesi in senso classico. In effetti, l’insignificante e banale “P” incorniciata e la sua monotona ripetizione grafica e di colore nel tempo, specialmente per le prime emissioni (1999, 2000 e 2001) li ha resi poco simpatici a molti collezionisti e non solo. Inoltre le tariffe erano molto semplici: si applicava uno o più prioritari a seconda dello scaglione di peso tanto che sono abbastanza comuni super invii con multipli dell’unico taglio di prioritario prodotto nei primi tre anni di vita.
Finalmente nel 2002 arriva una novità: la differenziazione per tariffa e colori del fondo. Questa novità ha fatto sì che i prioritari diventassero un po’ meno antipatici, anche se è comunque rimasta costante la cornice dorata ed il centro con la “P” in colore nero. Pur non essendo una serie composta da numerosi francobolli, ciononostante sono stati utilizzati colori poco differenti per alcuni di essi, tanto che ad un primo colpo d’occhio, per alcune tirature, è possibile confondersi; in particolare il valore da € 0,62 ha il colore di fondo giallo chiaro e quello da € 1,24 verde-giallo chiaro; anche il valore da € 0,80 con il fondo di colore marrone chiaro, può confondersi con alcune tirature del valore da € 0,60. Non si capisce come mai, per una serie di appena sei valori, quattro di essi si possano confondere a coppie.
Lo strano uso del millesimo
Altro carattere che possiamo definire quanto meno “strano”, ma forse è più corretto usare la parola “furbata”, è l’uso del millesimo sul margine inferiore che è variato con l’anno di stampa. Dal lontano 4-10-1955, in occasione del 7° centenario della Basilica di San Francesco, tutti i commemorativi italiani riportano in basso l’anno di emissione (datazione non adottata per le serie ordinarie) anche nei prioritari è stato inserito l’anno di produzione, tanto che le prime tre emissioni, pur avendo millesimi differenti, si distinguono soprattutto per una evoluzione grafica del disegno. Nel 2002 la nuova serie, variegata nelle tariffe e nei colori, aveva tutti i crismi per essere considerata una serie ordinaria che, al pari delle altre, avrebbe avuto una sua vita di alcuni anni. Quando l’anno successivo, 2003, fu scoperta la prima variazione dell’anno di produzione, la cosa creò contemporaneamente un po’ di euforia e un po’ di sgomento, soprattutto perché Poste Italiane non comunicò ufficialmente queste nuove emissioni.
Non escluderei che si sia voluto giocare sullo stimolo che la scoperta avrebbe prodotto tra i collezionisti. Consentitemi una domanda pleonastica: ma che senso ha produrre questo tipo di variante in una serie di francobolli ordinari? Ve lo immaginate se fosse stato adottato lo stesso stratagemma per la Siracusana che è stata in uso per 25 anni? Penso che siamo un po’ tutti d’accordo nel dire che molto probabilmente si è trattato di una furbata per far aumentare gli acquisti da parte dei collezionisti e, nello stesso tempo, stimolare un po’ l’attenzione sulla filatelia e, probabilmente anche, su questi francobolli veramente brutti e antipatici. Questo era almeno il giudizio estetico di allora, oggi vedendo la nuova ordinaria “Posta Italiana” potremmo anche ricrederci un po’ e rivalutare i “brutti” prioritari.
Ad ogni modo l’apposizione del millesimo è stata portata avanti fino al 2006, quando, probabilmente per una già prevista variazione al programma, è arrivata l’emissione senza millesimo la quale finalmente ha prodotto un po’ di calma ed ha risvegliato la noia nei confronti di questa emissione. Ma noi, che siamo interessati al lato piacevole della filatelia, dobbiamo guardare i prioritari come tutte le altre ordinarie, con le sue varianti ed i suoi usi postali. Mi fa piacere qui ricordare i recenti inviti del neonato CFO in merito al significato e valore culturale della filatelia che condivido pienamente. Tornando ai nostri prioritari, l’uso del millesimo in progressione annuale ha prodotto varianti che a tutti gli effetti sono emissioni distinte e che devono essere prese in considerazione anche in una semplice e classica collezione delle emissioni. Inoltre, va notato che la stampa del millesimo ha anche un risvolto positivo: consente di riconoscere a colpo d’occhio le differenti tirature per ciascuno di questi francobolli, anche se, bisogna tenere presente che non tutti i prioritari successivi al 2002 sono stati ristampati con cadenza annuale, quindi è necessario avere un quadro chiaro di questa “ordinaria”. Fin qui tutto bene per un collezionista non troppo esigente, ma certamente per chi si diverte a trovare ulteriori differenze sulle tirature, si può sbizzarrire soprattutto con il valore da € 0,60 che ha subito, maggiormente di altri, varianti di carta (opaca, lucida), di taglio laterale (con e senza), scritte laterali (blu, nere) ecc. Non cito in questo testo le varietà di stampa (colori spostati o mancanti) e di fustellatura (fustellatura mancante o variamente spostate) per le quali è difficile trovare il limite tra varietà genuine (casualmente trovate in vendita) e refusi di stampa fatti uscire in modo fraudolento dal Poligrafico dello Stato. In questo testo non esporrò varietà, ma solo varianti, vale a dire ciò che può essere inquadrato in una differente tiratura la quale richiede l’uso di un differente cliché o una diversa metodologia di stampa.
Francobollo Prioritario EMISSIONE 1999
Questo primo francobollo prioritario (Fig. 3) è stato emesso il 14 giugno (Fig. 4), ma la sua validità postale è iniziata il 21, giorno in cui è iniziato il Servizio Prioritario da parte di Poste Italiane.
Il francobollo è stato realizzato con stampa tipografica, mentre il centro (“P”) in serigrafia, a sua volta, ricoperto da un disco di uguali dimensioni di vernice dorata interferenziale eseguito in flessografia; la stampa è stata eseguita con la macchina Gallus mod. R 200. La carta è autoadesiva apposta su un substrato cartaceo siliconato per un facile distacco e il valore è espresso in doppia moneta. La fustellatura, che separa i francobolli conferendo loro un’apparente dentellatura, simula un passo di dentellatura 11, inoltre in cartella è riportata la consueta dizione: IPZS – ROMA – 1999. Infine le scritte sono accompagnate da quattro segmenti formati da una serie di anellini a simulare quattro catenelle.
Il distacco tra i francobolli è agevolato da un taglio a percé en lignes che separa singoli riquadri di supporto siliconato per ciascun francobollo. Lungo il lato destro una sottile fascetta di carta adesiva riporta la frase ““IL FOGLIO DI VENTOTTO FRANCOBOLLI VALE € 17,36” in corrispondenza dei francobolli 16-28, mentre in corrispondenza del 8° francobollo c’è il numero progressivo del foglio composto da sette cifre. La novità principale è il disco di vernice interferenziale di colore oro che copre in trasparenza il disco centrale della “P”, accorgimento che avrebbe dovuto salvare dalle falsificazioni, ma, come vedremo non è stato così.
Fogli di emissione
Questo francobollo è stato emesso inizialmente in fogli da 28 esemplari isolati ed applicati sul supporto siliconato. Ad ognuno di essi, è associata una etichetta blu con la scritta “posta prioritaria” in italiano, con caratteri maiuscoli e sottili, ed inglese, con caratteri minuscoli e più piccoli. Successivamente è stato prodotto in fogli da 40 esemplari (2a tiratura) senza etichette, stampate a parte in fogli da 76. Queste etichette sono state prodotte in tre versioni distinguibili dall’intensità di colore: blu chiaro, blu scuro e blu scuro lucido. Il 21 giugno viene emessa anche una cartolina pubblicitaria, simile ad una cartolina postale, fornita gratis per far provare il nuovo servizio ed il 28 successivo viene distribuita, inizialmente solo in Trentino Alto Adige, la stessa cartolina in lingua tedesca.
Questo primo prioritario è stato distribuito anche in due libretti contenenti rispettivamente 4 ed 8 esemplari (Fig. 5 e 6); la versione da 4 ha anche l’etichetta blu di corredo, mentre quella da 8 ha solo i francobolli. I due libretti corrispondono rispettivamente alle due versioni di questa emissione.
Per questa prima emissione di Posta Prioritaria non esistono varianti ad eccezione di un recente ritrovamento comunicato dallo scrivente su La Ruota Alata (n. 70, ottobre-dicembre 2009). Si tratta di due pezzi isolati su due buste annullate a Milano Borromeo i cui francobolli sono di colore più rossiccio e presentano un disco interferenziale molto più grande che sborda ampiamente oltre il limite del disco nero (Fig. 7) (3 a tiratura?).
Il disco interferenziale dei francobolli tipo ha la stessa dimensione del disco nero che ricopre ed è di mm 9, invece, nella variante il disco ha un diametro di mm 11,5 di cui in figura 2 è visibile solo il bordo circolare che lo delimita. La differenza dimensionale del disco interferenziale richiede necessariamente un differente cliché di stampa. Di questa variante sono noti al momento solo i due esemplari menzionati, probabilmente l’intera tiratura è passata inosservata e molti sono finiti al macero, non sembra quindi essere noto allo stato di nuovo. Buona caccia!
L’uso postale di questo francobollo ha seguito gli scaglioni di peso delle lettere ed è stato, quindi, utilizzato essenzialmente isolato per missive fino a g. 20 e formato standard (compatto), tariffa valida inizialmente solo per il territorio della UE, Norvegia e Svizzera. Dal 15-2-2000 questa tariffa è stata estesa alla zona 1 (Europa e bacino del Mediterraneo). Al contrario della posta ordinaria, le tariffe prioritarie per gli scaglioni successivi di peso moltiplicavano per un numero intero la tassa del primo scaglione, espresso in lire, secondo la tabella a lato.
Come detto il francobollo fu emesso una settimana prima dell’inizio del Servizio prioritario, di conseguenza gli usi precedenti al giorno 21 sono da considerarsi non per l’uso specifico del servizio. Colgo l’occasione per pubblicare i risultati di uno studio inedito da me fatto alcuni anni or sono per valutare la frequenza di uso di questo francobollo nel tempo. Per il 1999 (Fig. 8) ho potuto analizzare 273 invii di cui 228 in uso singolo e 45 in uso doppio. Ho tralasciato gli invii superiori perché numericamente insufficienti per una elaborazione statistica.
Il grafico evidenza come l’uso del Servizio Prioritario sia cresciuto velocemente nel tempo, a parte la parentesi feriale del mese di Agosto. Con le prossime emissioni vedrete altri grafici che consentono di visionare la progressiva sostituzione di questa emissione con le successive, fino ad individuare alcuni usi “tardivi”.
Vorrei precisare che il campione statistico che mostro in tutti i grafici di questo lavoro è supportato da un numero elevato di buste le quali hanno provenienza abbastanza variegata (centro e nord Italia), i grafici quindi potrebbero essere abbastanza rappresentativi per ciascuna emissione, ma, nello stesso tempo il campione considerato è costituito comunque da un numero molto limitato rispetto alla tiratura. Ciò vuol dire che non è da escludere che si possano trovare eccezioni ai miei grafici ai quali comunque può essere attribuito un valore di carattere generale. Sarebbe molto interessante avere nel campione statistico anche le regioni meridionali perché spesso le rimanenze vengono convogliate verso il sud e le isole. Infine, l’analisi non tiene conto delle buste “costruite” da collezionisti che spesso mettono insieme più emissioni anche se, a dire il vero, ho trovato rare miste decisamente casuali nella corrispondenza ricevuta da una grande azienda nazionale.
Ci sono anche alcune “curiosità”; chiamo con questo nome sia oggetti postali creati da persone stimolate a costruire “stranezze filateliche” sia quelle per mettere in berlina i controlli postali se non addirittura per frodare volutamente il Servizio. Alle prime appartengono sicuramente quelle prodotte da collezionisti curiosi di provare manomissioni chimiche o fisiche. Mediante manipolazione chimica è possibile asportare completamente il colore sia oro che giallo e con una certa attenzione si può lasciare solo il centro in serigrafia (ho visto una busta viaggiata con questa manipolazione).
Manomissioni fisiche si possono realizzare con una semplice gomma da matita: si può asportare il colore oro (senza toccare il centro in serigrafia) trasformando il francobollo in una varietà con il solo colore giallo (fig. 9).
Questa operazione può essere fatta completa eliminando anche le scritte, oppure (con maggiore attenzione) si può ottenere un francobollo giallo con le scritte nere. Per frodare il servizio postale invece sono state utilizzate fotocopie e ritagli di immagini pubblicitarie (Figg. 10, 11 e 12)
Francobollo Prioritario EMISSIONE 2000
Il 10 gennaio del 2000 viene emessa la seconda versione del prioritario (Fig 13).
Anche questo francobollo è stato realizzato con le caratteristiche del precedente: stampa tipografica, centro in serigrafia, carta autoadesiva, fustellatura a simulare una dentellatura di passo 11, doppia moneta e in fogli da 28 esemplari. Il disegno differisce rispetto all’emissione del ’99 per avere solo la cornice dorata ed un colore di fondo giallo omogeneo.
Anche in questo caso il disco dorato di vernice interferenziale ha le stesse dimensioni del disco nero con la “P”, ossia di mm 9,5 circa ed anche di questo francobollo è stata scoperta una variante (2a tiratura?) nella dimensione del disco interferenziale comunicata da Manelli nel n.63 de La Ruota Alata (gen-mar 2008). Nella variante la dimensione del disco è di circa mm 11 ed anche questa sembra nota solo allo stato di usato, sicuramente stampata alcuni mesi dopo la data di emissione. Non sono francobolli rari allo stato di usato e né su busta, su un campione di circa 200 buste la varietà è presente per circa il 30%. Ancora quindi buona caccia per il nuovo.
Per gli usi postali valgono le considerazioni dette per l’emissione precedente in quanto le tariffe sono le stesse ricordando che dal 15-2-2000 questa tariffa è stata estesa alla zona 1. Un po’ di più si può dire sulla diminuzione delle scorte della 1a emissione e la sua sostituzione con la nuova.
Questa seconda emissione è stata anche falsificata per frodare il Servizio Postale (Fig. 14).
Ci sono diverse differenze, ma le più evidenti sono la cifre del valore in lire e di quelle in euro. Inoltre per il colore della cornice non è stato usato il colore oro.
Nella Figura 15 il grafico mostra l’uso sempre più raro della 1a emissione ed il corrispondente e graduale uso massiccio della nuova. Questa analisi è stata fatta su invii con uso singolo (porto fino a g 20) e su un totale di 851 buste di cui 336 con l’emissione del ’99 (usata nel corso del 2000) e 515 della nuova emissione.
Anche per questa serie valgono le considerazione fatte per l’emissione precedente in merito alla possibilità di modificare parte della stampa.
Francobollo Prioritario EMISSIONE 2001
Il 10 aprile è stata emessa la 3a emissione del francobollo prioritario, anche questa ha le stesse caratteristiche delle precedenti ed ha subito modesti rimaneggiamenti proseguendo una evoluzione grafica senza una logica chiara. L’elemento caratterizzante è la maggiore dimensione del disco che contiene la “P” e quello con vernice interferenziale che lo ricopre: entrambi sono di mm 12,5 (Fig. 16).
Inoltre i quattro segmenti che accompagnano le scritte sono diventati dei tratteggi e, in ditta, non compare più la BATES ITALIA. Questa versione grafica resterà costante per le successive emissioni. Anche l’etichetta blu a corredo ha subito una evoluzione: la scritta “posta prioritaria” è con caratteri minuscoli e più grassi.
Questo valore è stato emesso anche in libretti (Fig. 17) e i quattro esemplari che lo compongono hanno la particolarità di avere dimensioni in crescendo da sinistra verso destra come ampiamente esposto nella mia comunicazione sul n. 65 de La Ruota Alata (Lug-Set 2008). La differenza è veramente minima, ma costantemente in aumento dall’esemplare di sinistra verso quello di destra.
Per questa emissione non mi sono note varianti di stampa o falsificazioni.
Nella Fig. 18 è riportata la frequenza d’uso delle prime tre emissioni del prioritario durante l’anno 2001. Come si può notare dalla figura, resta una minima presenza della prima emissione fino a metà anno circa, mentre della seconda si riscontra un calo improvviso tra maggio e luglio per essere soppiantata velocemente dalla nuova emissione. Sembra chiaro che le scorte dell’emissione 2000 non fossero elevate ed il suo massiccio uso durante il primo anno ne avesse richiesta una seconda tiratura (disco interferenziale di mm. 11), anche questa numericamente non eccessiva essendo in programma la nuova emissione datata 2001.
Francobollo Prioritario EMISSIONE 2002
Il 2 gennaio viene emessa la prima e, per un certo verso, anche l’unica serie organica del prioritario (Fig. 19).
Si tratta di 6 valori di cui 3 corrispondono ai primi tre scaglioni di peso (€ 0,62 – 1,24 – 1,86), mentre il valore da € 0,77 copriva la tariffa primo porto per le zone 2 e 3, tariffa valida fino al 31-12-03. Il valore da € 1,00 è stato emesso come complemento di tariffa, mentre il valore da € 4,13 era stato previsto per il terzo porto in zona 2; anche questa tariffa è stata valida fino al 31-12-03.
A parte il valore da € 0,62 che mantiene le caratteristiche dell’emissione precedente, gli altri 5 francobolli presentano una novità. Pur mantenendo il disegno tipico dell’emissione, se ne differenziano per la stampa in serigrafia, oltre che della P, anche di quella delle scritte e delle linee tratteggiate. Inoltre, è stato adottato un differente colore di fondo per ciascun valore, resta costante solo quella da € 0,62 che si distingue dal precedente per il millesimo in cartella. Per nessun francobollo di questa emissione sono note varianti grafiche. Il valore da € 0,62 è stato emesso anche in libretti da 4 esemplari con appendice (Fig. 20).
La Fig. 21 riporta ancora le frequenze d’uso che, per l’emissione in corso, è limitata al solo valore per il primo porto interno (€ 0,62). Si nota come la prima emissione (1999) appare esaurita e nel corso del 2002 ho osservato solo l’uso delle ultime 3 emissioni. Anche la seconda emissione (2000) appare in esaurimento, ma vedremo come qualche rimanenza la troveremo anche nel 2003. Per le due ultime invece si nota una sostituzione graduale nel tempo.

Figura 22 – spettacolare affrancatura con 30×0,77 emissione 2002 + 2×20 Castelli + 30×2,48 Campionati del Mondo di sci 2000
Nella Fig. 22 è riportata una assicurata per la regolarizzazione degli extra-comunitari affrancata con uno spettacolare multiplo di 30 pezzi del valore da € 0,77 + 2×20 Castelli + 31×2,48 Campionati del mondo di sci, di cui 30 sul retro della busta.
Anche questa emissione è stata falsificata; il francobollo è stato riprodotto abbastanza bene, eccetto la fustellatura, molto grossolana e a forma di larga ondulazione (Fig. 23).
Francobollo Prioritario EMISSIONE 2003
Le novità riscontrate nella emissione 2002 si mantengono anche per questa nuova millesimata 2003. Tutta la serie precedente è stata replicata, tra il 2003 i gli inizi del 2004, con l’aggiunta in cartella della sigla S.p.A. a seguito del cambio della veste giuridica del Poligrafico e Zecca dello Stato (Fig. 24).
Questa emissione è apparsa un po’ in sordina e senza alcuna comunicazione da parte del Poligrafico, inoltre i valori hanno avuto battesimi differenziati nel tempo. Il valore da € 0,62 è apparso nel mese di marzo, da € 1,24 nel mese di aprile, da 0,77 in maggio, da 1,86 in agosto. I valori da € 1,00 e 4,13 sono apparsi addirittura nel gennaio del 2004 pur riportando il millesimo 2003; da notare che la ristampa del valore da € 4,13 è stata fatta dopo la variazione tariffaria che non ne ha consentito quindi l’uso isolato.
Anche per questa serie non sono a conoscenza di alcuna variante grafica. Per quanto riguarda le tariffe, fino alla fine di questo anno (31-12-03) restano in vigore le tariffe precedenti e per le quali in parte sono stati decisi i facciali di questa serie. Dal 1-1-04 le nuove tariffe non consentiranno più l’uso isolato di questi francobolli ad eccezione del valore da € 0,62 e da 1,00; il primo continuerà ad essere valido per la nuova zona 1 (in cui è stata esclusa l’Italia), mentre il secondo copre la nuova tariffa per la zona 3 (Oceania). La variazione della zona 1 è stata sicuramente un escamotage per cambiare le tariffe ed eliminare l’uso dei centemisi fino a 5; questa volontà era stata già da tempo manifestata anche a livello governativo poiché l’uso dei cosiddetti “spiccioli” era considerato poco pratico. Questo salto ha comportato la perdita secca delle “lirette” e l’adozione di una moneta minima di 5c pari alle vecchie 100 lire. Tornando alle zone postali, ricordo ai lettori che inizialmente nella zona 1 era compresa anche l’Italia e la tariffa era unificata a € 0,62; con la nuova zonazione l’Italia è tornata ad essere esterna alla UE. Questa operazione ha fatto fare bella figura alle poste in quanto è stata ridotta di 2 centesimi la tariffa interna mentre è stata elevata di 3 quella della UE e del bacino del Mediterraneo (nuova zona 1).
Nella Fig. 25 è riportato il solito grafico delle frequenze d’uso che per quest’anno appare un po’ più variegato. Notiamo sporadiche rimanenze sia della seconda (2000) che della terza emissione (2001) mentre quella millesimata 2003 sostituisce abbastanza velocemente quella precedente. Il discorso è più complicato per gli altri valori della serie, soprattutto per il valore da € 0,77 che, usato isolato per l’estero, potrebbe avere un certo interesse visto che è stato valido per soli 7 mesi e, a parte lo sportello filatelico, almeno all’inizio, non era certamente diffuso in modo capillare sul territorio nazionale.
Di questa emissione sono state trovate due fotocopie di prioritari su buste viaggiate. Si tratta dei valori da € 0,77 e 1,26 (Figg. 26 e 27); nel primo sono stati praticati anche tagli a simulare la fustellatura.
Francobollo Prioritario EMISSIONE 2004
Con il cambio delle tariffe (1-1-04) si rendono necessari nuovi valori (Fig. 28) che vanno ad implementare la serie precedente.
Dal 1 gennaio la tariffa primo porto standard per l’interno è stata diminuita a € 0,60 ed il relativo francobollo è stato messo in vendita dal giorno 2 anche se non su tutto il territorio nazionale, probabilmente per ritardi di produzione e/o distribuzione. La tariffa, per il secondo porto compatto (fino a 50 g.) o buste extra (E) fino a 20g, è di € 1,40 ed il relativo francobollo è stato emesso il giorno 10 dello stesso mese.
Il 19 marzo, invece, vengono emessi i valori da € 0,80 e da € 1,50; il primo è valido per invii normalizzati per la zona 2 (altri paesi Africa, dell’Asia, Americhe), il secondo per il terzo scaglione di peso per l’interno (da 51 g. a 100 g.) ed il secondo (da 21 g. a 50 g.) per la “Zona 2” (altri paesi dell’Africa, dell’Asia e Americhe); infine nel mese di dicembre compare il valore da € 1,00 che copre la tassa del primo porto per l’Oceania.
Per questi nuovi valori si torna all’uso del metodo tipografico; resta, infatti, in serigrafia solo il centro nero con la P ed in flessografia il disco interferenziale di colore oro che lo ricopre. Subito dopo questa emissione del valore da € 0,60, nel mese di marzo compare la sua prima variante ufficiale. È da notare che il valore da € 0,60 tipografico non dovrebbe avere una grande tiratura in quanto ha avuto una vita teorica di soli due mesi.
A marzo viene, quindi, abbandonato il sistema di stampa tipografica con il centro in serigrafia (fogli da 28) e sostituito con quello rotocalcografico a 5 colori (Fig. 29).
Anche la macchina da stampa è stata cambiata, viene utilizzata la Goebel brm-t-350-p che sostituisce la Gallus mod. R 200. Questa seconda versione è stampata in fogli da 40 e la parte adesiva del foglio è intera, cioè i francobolli non sono più isolati sul supporto siliconato come nei fogli precedenti da 28 esemplari, ma sono ugualmente fustellati e tagliati in riquadri a percé en lignes, in questo caso, però, i due strati di carta, rendono abbastanza difficoltosa la separazione tra i rettangoli che contengono ciascun francobollo tanto che spesso la strisciolina adesiva compresa nella coppia di francobolli in verticale tende facilmente a rompersi. La prima variante del valore da € 0,60 apparsa in marzo e stampata in rotocalcografia, non aveva il taglio a percé en lignes lungo i due bordi verticali del foglio rendendo difficoltosa la separazione dei francobolli singoli. La cosa fu sistemata velocemente aggiungendo i tagli lungo i bordi. Continuando con i nuovi valori rotocalcografici, sempre in marzo appare anche il taglio da € 1,40 e in giugno (non c’è stata alcuna comunicazione ufficiale) appare il valore da € 0,80. Finalmente due date ufficiali: il 16 giugno viene emesso il valore da € 2,00 ed il 26 quello da € 2,20.
L’anno 2004 continua a stupire con le varianti. Questa prima tiratura stampata in rotocalcografia, inizialmente, è stata stampata con le scritte laterali lungo la cimosa del foglio con colore blu, successivamente tutti i valori sono stati ristampati con le scritte in colore nero. La prima comparsa è stata nello stesso anno 2004 del valore da € 0,60, gli altri sono comparsi nel 2005. È interessante notare, come durante il 2004, siano state effettuate ben 4 tirature del valore da € 0.60 con stampa rotocalcografica che possiamo così ricapitolare in ordine di comparizione:
- fogli senza percé en lignes lungo i bordi verticali e scritte (IL FOGLIO DI …) in colore blu e senza tacca in corrispondenza del 36° francobollo. Questi fogli hanno sigla alfanumerica che inizia con le lettere BA.
- idem con percé en lignes lungo i bordi verticali e la sigla alfanumerica ha le stesse iniziali BA.
- idem con scritte blu, con tacca blu in corrispondenza del 36° francobollo e con sigla, ancora, BA (Fig. 30).
- fogli con tacca e scritte di colore nero con sigle BA, CA e DA (Fig. 30).
Le sigle CA e DA sono rispettivamente delle emissioni del 2005 e 2006, quindi, sembrerebbe che il valore da € 0,60 del 2004 sia stato ristampato anche durante i due anni successivi, in parallelo con le emissioni millesimate specifiche.
Purtroppo il mio studio sulle frequenze d’uso termina con il 2003, ma mi riprometto di aggiornarlo in un prossimo futuro.
Il 2004 è sicuramente stato un anno pieno di sorprese. Si pensi che in marzo venivano emessi i valori rotocalcografici da € 0,60 e da 1,40 e nello stesso mese (il 19) venivano emessi quelli da 0,80 e 1,50 col vecchio sistema tipografico. Questi ultimi due verranno riemessi nella nuova versione in rotocalco, il primo nel giugno successivo (2004), il secondo nel novembre del 2005.
Tornano i falsi. Il valore da € 0,60 è stato oggetto di falsificazione per frodare il servizio postale (Fig. 31).
Si tratta di una realizzazione abbastanza ben fatta ad eccezione della fustellatura che nel falso è più simile ad una sinusoide abbastanza larga, mentre nell’originale la fustellatura è più stretta simulando maggiormente la forma dei denti. Nell’imitazione manca anche il disco interferenziale di colore oro e la stampa è molto più lucida rispetto all’originale. Di questo falso ne esistono due sottotipi, uno con appendice “posta prioritaria” decentrata rispetto al francobollo e in azzurro chiaro ed una più scura e più simile al colore del francobollo originale (N.L. Cipriani, La Ruota Alata, N°67 – Il Francobollo Incatenato, n.184 – www.philweb.it).
Francobollo Prioritario EMISSIONE 2005
Durante la prima metà 2005 compaiono i fogli con le scritte nere dei francobolli da € 1,40, 2.00 e 2.20 con millesimo 2004 e sigla alfanumerica con le iniziali CA. Questa sarà la versione finale delle successive emissioni. Infatti quella millesimata 2005 mantiene le nuove caratteristiche e non è stata annunciata da Poste Italiane. Abbiamo solo date generiche: nel settembre compare il valore da € 0,62; in novembre appaiono i valori da € 0,60 e 1,50; mentre il valore da € 0,80 appare in aprile-maggio del 2006 (Fig. 32).
Tutti hanno sigla alfanumerica che inizia con le lettere CA, ad eccezione del valore da € 0,80 che è stato emesso nel 2006 ed ha sigla DA.
Il valore da € 0,60 di questa emissione è uno dei prioritari per il primo porto che ha avuto vita teorica più breve dopo quelli del 2004 tipografici (0,60 e 1,40) e quello del 2006 con etichetta prioritaria, fatta eccezione per altre varianti (percé en lignes assenti lungo i bordi verticali) esso potrebbe, quindi, avere una tiratura inferiore a quelle di altre emissioni. È stato, infatti, emesso nel mese di novembre 2005 ed in luglio dell’anno successivo era già pronta la versione millesimata 2006. Il valore da € 0,80, invece, è stato emesso in corrispondenza della variazione tariffaria (12 maggio 2006), non sappiamo con certezza se prima o dopo. Nel caso fosse uscito prima del 12, sono sicuramente molto interessanti gli invii isolati (primo porto per la zona 2) in quanto dal 12 maggio 2006 non esistono tariffe che ne consentono l’uso isolato.
Il valore da € 0,60 copre la tassa per il primo porto normalizzato (fino a 20 g.) per il territorio nazionale; quello da € 0,62 copre il primo porto per la zona 1 (Europa e bacino del Mediterraneo); quello da € 0,80 copre la tassa per invii normalizzati primo porto in zona 2 (altri paesi dell’Africa, dell’Asia e Americhe); quello da € 1,50 per invii di terzo porto (da 51 g. a 100 g.) in Italia e invii di secondo porto (da 21 g. a 50 g.) per la zona 2 (altri paesi dell’Africa, dell’Asia e Americhe).
Francobollo Prioritario EMISSIONE 2006
Ancora varianti e senza comunicazione ufficiale. Anche questa emissione mantiene le caratteristiche dell’emissioni precedente e vengono emessi i tagli da € 1,40 e 0,60 millesimati 2006 (Fig. 33), rispettivamente in marzo e in luglio.
Questi due valori hanno sigla alfanumerica con le lettere DA e saranno gli ultimi con appendice blu con la scritta prioritaria, infatti, nel mese di ottobre compare una nuova versione del valore da € 0,60 che, oltre a non avere l’appendice, manca anche del millesimo (Fig. 34).
Le caratteristiche di stampa sono le medesime, ma i fogli sono da 50 esemplari, 10 in più della versione con appendice. È da considerare che il valore da € 0,60 di questa emissione, millesimata 2006, e quelli tipografici da € 0,60 e 1,40, dovrebbero essere i prioritari a più bassa tiratura (relativamente al fatto che stiamo parlando di francobolli ordinari) tra i francobolli tipo. Infatti esso è stato emesso nel mese di luglio ed ad ottobre era già pronta la nuova versione senza millesimo. Quest’ultimo, invece, è stato ristampato anche negli anni successivi, come si evidenzia dalle sigle EA (2007), FA (2008) e GA (2009).
Il 12 maggio 2006 viene eliminato il servizio di posta ordinaria (€ 0,45 per il primo porto) e tutta la posta non massiva viene trattata come prioritaria (€ 0,60). In realtà è stato camuffato un aumento di tariffa anche perché le missive non venivano affatto consegnate il giorno successivo a quello di impostazione, come previsto dal capitolato di Poste Italiane. Con tutti gli sforzi organizzativi messi in atto, compresa la lavorazione meccanizzata della corrispondenza, il servizio resta prevalentemente quello di una posta ordinaria. Solo in alcuni casi si osservano tempi di consegna secondo i canoni dichiarati da Poste Italiane. Il 12 maggio sono state anche cambiate alcune tariffe le quali non consentono più l’uso isolato dei valori da € 0,62 e 0,80.
Anche il valore da € 0,60 senza millesimo e senza appendice blu è stato oggetto di falsificazione (Fig. 35).
Questa imitazione presenta le stesse caratteristiche riscontrate nel falso del 2004; piccole differenze si riscontrano nel simbolo dell’euro e nella virgola tra 0 e 6. Il simbolo dell’euro nella imitazione del 2004 è una porzione di cerchio, identico all’originale, in questa imitazione invece è ovalizzato; anche la virgola differisce in questa seconda imitazione per avere la testa quadrata. Questo falso è comparso a metà del 2007 (La Ruota Alata, n. 66).
Francobollo Prioritario EMISSIONE 2007
Tornano le date di emissione: il 7 febbraio viene emesso il valore da € 1,40 ed il 13 luglio quello da €1,50 (Fig. 36).
Entrambi sono senza millesimo, senza appendice blu, scritte laterali e tacca di colore nero ed in fogli da 50 esemplari. I fogli di questi due valori hanno sigla alfanumerica che inizia con le lettere EA; solo quello da 1,40 è stato ristampato anche nel 2008 ed ha anche sigla FA.
Anche per questi valori si mantengono valide le tariffe del 12 maggio 06. Nella Fig. 37 è riportato un Atto Giudiziario con 4×1,50 del 2004 inviata il 14-4-07.
Francobollo Prioritario EMISSIONE 2008
Il 9 giugno compaiono in vendita i tagli da € 0,80, 2,00 e 2,20 (Fig. 38).
Tutti con le caratteristiche precedenti, senza millesimo, senza etichetta blu ed in fogli da 50. I fogli di questa emissione hanno la sigla che inizia con le lettere FA, ad eccezione del valore da € 0,80 che ha invece le lettere EA, probabilmente stampato l’anno precedente. Mentre i valori di facciale più alto coprono rispettivamente la tassa per invii di quarto (da 101 g. a 250 g.) e di quinto porto (da 251 g. a 350 g.), quello da € 0,80 non corrisponde a nessuna tariffa, né interna, né estera. Molto probabilmente questo valore si è reso necessario per completare la tariffa del secondo porto accoppiato con quello da € 0,60. Non credo che del valore da € 1,40 ci fossero scorte limitate, ritengo invece che fossero eccessive quelle da € 0,60 che dovevano essere smaltite prima di emettere la nuova ordinaria “Posta Italiana” che ha visto la luce il 7 luglio 2009 dopo un lungo periodo di gestazione. Questa interpretazione trova un certo riscontro nella maggiore frequenza di invii di secondo porto con i due francobolli durante la seconda metà del 2009 e la prima del 2010. Tutt’ora non sono rare le affrancature miste con questo valore del prioritario e quello da 0,60 di “Posta Italiana”, come pure non è difficile trovare missive con il prioritario da € 1,40 isolato.
Torna ancora un falso: il taglio da € 1,40 millesimato 2004 ma uscito circa a metà del 2008 o subito dopo (Fig. 39).
Si tratta di un falso strano perché millesimato 2004, ma senza etichetta blu con la scritta prioritario, cioè è in fogli da 50. Questa imitazione è però da mettere in relazione più con il falso da € 0,60 senza millesimo che con il corrispondente di pari valore del 2004 in quanto presenta le stesse caratteristiche del primo. Infatti entrambi hanno la stessa forma ovalizzata del simbolo dell’euro e la virgola con la testa quadrata. Mi sembra ovvio che siano stati stampati dalla stessa tipografia, avevano il cliché già fatto per lo 0,60, hanno aggiunto l’anno e cambiato il valore ed il colore. Il valore da € 1,40 è molto meno comune di tutte le altre imitazioni in quanto furono subito scoperti due rivenditori a Milano. Al momento ne sono noti una decina di esemplari nuovi ed un paio di buste di cui una con ben due valori datata 5.11.08 – Piazzale Nigra.
CONCLUSIONE
Come conclusione di questa carrellata sui francobolli prioritari e dopo aver presentato il grafico della sua nascita e crescita durante i suoi primi sei mesi di vita (Fig. 8), mi sembra opportuno riportare anche un grafico della sua vita conclusiva mentre lascia il campo alla nuova ordinaria “Posta Italiana”.

Figura 40 – sostituzione prioritario/posta italiana durante il primo anno dall’emissione della nuova serie ordinaria
La Fig. 40 riporta i dati relativi all’intervallo compreso tra il 7 luglio 2009 ed Agosto 2010. Il grafico è supportato da 740 missive affrancate con il prioritario (tutti senza millesimo) e 2360 con posta italiana, per un totale di 3100 invii di solo primo porto. Come si può dedurre, il campione è relativo ad un numero consistente di invii recuperati in quattro aree geografiche del centro-nord Italia (Milano, Parma, Grosseto e Pescara); in tutte le località campionate la corrispondenza è prevalentemente regionale, ma arriva anche da varie parti d’Italia. In altre parole la spedizioni coprono quasi tutto il centro-nord. Il grafico non mette fine all’uso del prioritario, come molti di voi avranno certamente già avuto occasione di notare, seguiremo ancora in futuro questo trapasso per mettere in evidenza qualche possibile uso tardivo non provocato.
Come tutte le emissioni di francobolli ordinari, anche i prioritari, per quanto considerati dei “brutti” francobolli, hanno tutti i caratteri per assurgere ad oggetto di studio e collezione. Inoltre, ancora come tutte le ordinarie, sono stati interessati da ristampe e da variazioni tariffarie che hanno dato vita a varianti o ad usi postali poco comuni Basti pensare alle differenti dimensioni del disco interferenziale nelle emissioni del 1999 e del 2000, davvero poco spiegabile con una semplice svista durante la stampa. Per stampare questa variante bisogna necessariamente fare un nuovo cliché per il colore oro del quale non se ne capisce la motivazione. Necessità per coprire la sua non perfetta centratura sul disco nero in serigrafia? Perché le due prime emissioni presentano questo particolare e, per di più, di dimensioni differenti? Sono state per caso delle prove per verificare qualcosa, a noi, non chiaro? Fatto sta che della prima emissione si conoscono solo due esemplari su busta e di entrambe non si conoscono ad oggi esemplari nuovi.
Interessanti sono anche alcune emissioni che sicuramente in futuro mostreranno della “stoffa”. Ad esempio le tirature con metodo tipografico del 2004 (€ 0,60 e 1,40) e quelle rotocalcografiche del 2005 e 2006, con millesimo e con etichetta blu, hanno avuto probabilmente tirature non piccole, ma sono stati concepiti per un uso teorico di pochi mesi. In particolare i valori da € 0,60 e 1,40 tipografici tre mesi, quello da 0,60 del 2005 otto-nove mesi ed infine quello da 0,60 millesimato 2006 tre-quattro mesi. Questo vuol dire che, probabilmente, allo stato di nuovo potrebbero essere i valori meno comuni. Chi si interessa poi di storia postale, certamente si potrà imbattere in invii poco comuni e tra queste sicuramente il valore da 0,77 del 2003 o quello da 0,80 millesimato 2005; questo francobollo in uso isolato è un oggetto da ricercare nel caso fosse stato emesso prima del 12-5-06. Insomma questi francobolli così bistrattati si stanno rivelando molto più interessanti di quanto avessero fatto supporre al momento della loro nascita.
Bibliografia sui prioritari
• Riggi di Numana G. 2003 – I Servizi Postali dal 1997 al 2002 in Italia nel periodo di transizione da Pubblico a Privato e le sue ricadute collezionistiche – Quaderno di Studio N°18, pagine 243.
• Cipriani N.L. 2007 – Prioritario falso da € 0,60 “senza millesimo” – La Ruota Alata n. 62 e www.francobollitematici.it
• Manelli M. 2008 – Del 1200 lire Posta Prioritaria anno 2000 – La Ruota Alata n.63.
• Cipriani N.L. 2009 – Il francobollo prioritario da € 0,60 millesimato 2004 falso e confronto con l’originale – La Ruota Alata n. 67, Il Francobollo Incatenato n. 184 e www.philweb.it.
• Cipriani N.L. 2009 – Prioritario 2000 con disco 11,5 anziché 9 mm. – La Ruota Alata n. 70.
• Manelli M. 2009 – “A MIO PARERE” il 1200 poste italiane del 1998 – La Ruota Alata n. 70.
• Spampinato G.B. 2009 – I francobolli prioritari autoadesivi – Ediz. AFIS, pagg 35.
• Il Francobollo Incatenato – notiziario del CIFO numeri vari dal 1999 al 2010
Ringraziamenti
Desidero ringraziare C. E. Manzati e G. B. Spampinato per la loro preziosa collaborazione.
VARIETA’ DI STAMPA NELLA NUOVA SERIE ORDINARIA “POSTA ITALIANA”
di Nicola Luciano Cipriani, Perito Filatelico
Penso che alcuni di voi si siano già accorti che la nuova ordinaria presenti talvolta delle imperfezioni nella stampa. Purtroppo (o menomale per chi le raccoglie) è il destino di tutte le serie ordinarie, se ne stampano tanti che le piccole varietà diventano quasi la normalità.
Alcune di queste curiosità sono comuni ad altre emissioni calcografiche (ad es. le Donne nell’Arte), una di queste è invece molto particolare proprio perchè si ritrova su un francobollo stampato in calcografia. Andiamo per ordine, elenchiamo prima le piccole varietà comuni ad altre ordinarie, si tratta essenzialmente di mancanze di inchiostro, direi, tipico della stampa calcografica un po’ secca che genera varietà di lettere mancanti o altri particolari.
Nelle figure (1-6) che seguono ve ne mostro alcune, probabilmente chi si mette alla ricerca di questi particolari ne potrà trovare certamente degli altri.
Poi ci sono invece le varietà dovute ad un eccesso di inchiostro, come quella riportata nella figura 7.
Le varietà con apparente doppia incisione
Ma la varietà più strana è un’apparente doppia incisione delle scritte (figure 8 – 12) che per un francobollo stampato in calcografia pone dei seri problemi di interpretazione.
Questa “doppia stampa” a mio parere però non può essere addebitata ad una doppia incisione della lastra perché innanzitutto è appena accennata e poi non si ripete nello stesso identico modo su tutti i francobolli interessati. Ritengo che il parziale raddoppio di alcuni particolari sia dovuto ad un falso e leggerissimo appoggio della lastra sulla carta prima di fare la battuta della stampa vera e propria. Siccome la carta è comunque in movimento, la lastra, sfiorando la carta che scorre, può lasciare su di essa un po’ di inchiostro un attimo prima della battuta.
La stessa cosa potrebbe avvenire a causa delle leggere oscillazioni che può assumere la carta durante lo scorrimento: è possibile che si verifichi uno sfioramento della lastra appena un attimo prima della battuta. Non riesco ad immaginare una causa differente. Inoltre c’è da dire che questo particolare l’ho osservato su tutti i valori della serie, nessuno escluso. E ne sono interessate tutte le scritte e i disegni. Anche la microscrittura che è un po’ complicato riprodurre. Nelle figure vi mostro i particolari più facilmente visibili.
L’IPZS FIRMA LA MICROSCRITTURA DELL’ORDINARIA “POSTA ITALIANA”
di Nicola Luciano Cipriani, perito filatelico.
L’IPZS lascia la sua firma nella microscrittura della nuova ordinaria di “Posta Italiana”
L’acutezza dell’amico Spampinato unita alla sua proverbiale precisione, hanno portato alla luce un piccolo segreto celato nella microscrittura della nuova serie ordinaria denominata “Posta Italiana”. La serie emessa il 7 luglio, per la sua estrema semplicità, sembrava non avere segreti, ed invece ecco che l’occhio “clinico” del nostro amico lo ha subito messo in evidenza.
Sono state inserite nella microscrittura che riempie la cartella grande sopra la busta che vola, come potete vedere dalla figura di corredo, tra le parole ripetute “POSTA ITALIANA” alcune lettere. La “I” (terza riga a sinistra della busta), la “P” (terza riga a destra), la “Z” (sesta riga a sinistra) e la “S” (settima riga a destra).
L’inserimento delle quattro lettere è costante in tutti e quattro i francobolli (valori da 0,60-1,40-1,50-2,00 Euro) ed anche nell’immagine impressa sulla cartolina postale per l’interno da 0,60 Euro. Non si tratta come inizialmente pensato ad un “vezzo” ma la precisa necessità di marchiare la produzione dell’IPZS al fine di poter scoprire eventuali falsificazioni. Questi inserimenti ricordano quei piccoli elementi di stampa, presenti o mancanti, che venivano adottati nella stampa dei francobolli ottocenteschi ma che sono oggi volutamente inseriti in particolare nella stampa della cartamoneta. Le lettere inserite corrispondono alle iniziali dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Questo segno distintivo, veniva in passato anche modificato e/o spostato di posizione per indicare, di una serie ordinaria, le stampe successive, seguiremo nel tempo l’evoluzione di questi simboli nella nuova serie ordinaria, creando fin d’ora forse una nuova branchia di specializzazione per francobolli ordinari di recente realizzazione.
Breve elogio dello scopritore del segreto
Chi è Giovanbattista Spampinato: 75enne pensionato, vive a Giarre in provincia di Catania. Colleziona sin da ragazzo francobolli di Regno, Repubblica Italiana ed ex Colonie. Dopo una pausa di alcuni anni riprende trentenne ad approfondire le varietà costanti dei francobolli di Repubblica e si specializza sulle serie ordinarie dall’emissione dei Castelli sino alle più recenti Donne nell’Arte ed il Prioritario. E’ socio dell’ACS del CIFO e dell’AFIS dove è collaboratore per la rivista “La Ruota Alata” La prima immagine evidenzia le posizioni dove sono presenti le quattro lettere I. P. Z. S. nel valore da 2,00 Euro mentre nella seconda vediamo l’ingrandimento del valore da 1,50 Euro
VARIETA’ INEDITE DEGLI ALTI VALORI (Parte Prima)
a cura del perito filatelico Nicola Luciano Cipriani e con la collaborazione tecnica di Fiorenzo Sperati
La doppia stampa della testa nell’alto valore da 2000 Lire
(Con esempi di altre emissioni commemorative del periodo)
“Il tempo passa, ma l’uom non se n’avvede…”. Nel n. 56 de La Ruota Alata (2006/2) è stata pubblicata una mia comunicazione in merito ad un foglietto da 20 esemplari del 2.000 lire AV caratterizzato da una doppia stampa della testa e dello stemma. Avevo anche promesso al Presidente Manelli di fornire una descrizione più completa per i soci. Quella comunicazione fu interlocutoria in quanto, come riportato in quel testo, questa varietà a me nota da tanti anni, era stata poco considerata da alcune persone contattate a suo tempo. Capitò di riparlarne con Marcello Manelli il quale, mostrando una grande curiosità, mi invitò a relazionare la cosa. Promisi che l’avrei fatto quanto prima, ma, come detto, il tempo passa…
Devo innanzitutto ringraziare Marcello perché è sempre molto carico di energia e la trasmette tutt’intorno. Veniamo al dunque. Degli alti valori in lire ne sono uscite tante varietà, alcune molto note, altre meno tra cui, ad esempio, quelle relative ai tipi di carta (gessata e non) che hanno una risposta alla stampa notevolmente differente. A queste varietà oggi ne aggiungiamo un’altra della quale vi narro anche un po’ di storia personale.
Nel lontano 1981-82 mi trovavo in Irpinia per lavoro (sono geologo) ed il terremoto aveva mobilitato tanti tecnici. In quei due anni ci sono stato spessissimo ed un giorno capitai in un piccolo paese, di cui non ricordo il nome, dove mi imbattei in un ufficio postale di emergenza arrangiato in un piccolo container. Entrai per chiedere se avessero ancora alti valori in foglietti da 20. L’addetto mi mostrò un bel pacchetto di foglietti del 2.000 lire. Vedendone tanti e con un po’ di soggezione a causa della situazione, ne comprai solo uno pensando, tra l’altro, che potessero essere ancora abbastanza comuni. Tenete presente però che a quei tempi nelle regioni settentrionali erano già in diffusione i fogli da 50 esemplari. Col senno di poi, devo constatare che la mia sensibilità mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca. Non studiai subito quel foglietto e non ricordo nemmeno quando mi resi conto che la stampa della testa era piuttosto forte rispetto ad un altro in mio possesso. Analizzai con la lente il foglietto e mi resi conto della presenza di una doppia stampa. Di sicuro la scoperta l’avrò fatta dopo uno o due anni dall’acquisto. Non c’erano più corse da fare da nessuna parte, ma mi attivai durante le manifestazioni filateliche nella speranza di trovarne qualcun altro. Era un materiale difficile, erano poche le persone che l’avevano, e quei pochi che riuscii a visionare erano tutti normali. Acquistai alcune mazzette e ne trovai tanti usati, penso che voi, se avete un po’ di magazzino, potreste facilmente trovarne qualcuno. Controllai anche il materiale su busta ed anche qui ne trovai alcuni.
Nel complesso c’è da dire che il francobollo allo stato di nuovo non è certamente comune, se qualcuno di voi ne ha, penso che avrà una piacevole sorpresa e magari potrebbe informarci per fare una valutazione delle quantità. Usato è piuttosto comune, sicuramente lo troverete tra le vostre scorte; su busta non è difficile da trovare perché questi alti valori sono stati molto usati su invii registrati che generalmente un collezionista conserva intatti. Sarebbe molto utile riuscire a valutare la percentuale di questa varietà nell’ambito dei francobolli usati, come pure fare una valutazione simile per quelli su busta. Generalmente a questo tipo di appelli non si risponde mai, ma se qualcuno fosse disponibile, lo ringrazio in anticipo perché mi farebbe molto piacere avere un po’ di dati per fare qualche calcolo. Chi vorrà, anche nell’anonimato, potrà inviarmi i dati via e-mail. Personalmente ho creduto, fin dalla scoperta, in questo francobollo; purtroppo gli interlocutori di quel tempo smontarono il mio entusiasmo, tutti concordavano nel dire che se fosse stato più evidente sarebbe stato meglio perché andava di moda solo ciò che era più che visibile ad occhio nudo. Questo atteggiamento è ancora sulla cresta dell’onda, ma lasciate che vi chiarisca il mio pensiero. Un conto sono le varietà che hanno un mercato facile e veloce il quale si rivolge verso i collezionisti che amano solo le cose appariscenti, un altro conto è studiare tutte le possibili caratteristiche e metterle a conoscenza degli appassionati.
Ognuno di questi rivolgerà all’oggetto maggiore o minore attenzione a seconda del proprio interesse o della tipologia della propria collezione. Le leggi del mercato poi conferiranno loro il prezzo adeguato. Personalmente ritengo che lo studio sia alla base della conoscenza e che a sua volta questa sia il vero motore del Collezionista. Ognuno di noi può e dovrebbe sempre contribuire palesando le proprie conoscenze.
Nella figura 1 riporto il foglio intero che non vi consentirà di vedere il particolare della doppia testa, ma, è necessario per dovere di cronaca. Quando, tanti anni or sono, feci le mie prime osservazioni, non esistevano scanner adeguati per ingrandire a dismisura la piccola testa di questi francobolli che riuscii invece a realizzare usando una macchina fotografica ottica tradizionale in condizioni macro. Non credo che nemmeno oggi ci sia uno scanner (a prezzo relativamente contenuto) con il quale produrre ingrandimenti elevati e mantenendo contemporaneamente la nitidezza dell’immagine tanto da potersi sostituire ad una macchina fotografica ben accessoriata. Quella foto la conservo ancora ed oggi l’ho usata per farne una scansione che riporto in figura 2.
Come potete osservare, si riscontra un raddoppio completo dell’immagine traslato orizzontalmente di pochi decimi di millimetro. Una delle parti più evidenti è la linea verticale di riquadro e poi, aguzzando l’attenzione, si nota come tutti i pelini dei singoli capelli siano raddoppiati, come pure il ciglio inferiore, i contorni verticali del collo ed il ricciolo che disegna il naso. Questo carattere è meno evidente, a causa del tratto un po’ spesso, sia lungo il contorno del viso che della torre. Nell’intero foglio, tutte le immagini hanno la stessa entità della traslazione. Nella figura 3 riporto l’immagine della testa normale, senza cioè la doppia battuta, che permette un confronto immediato. Anche per realizzare questa immagine, ho dovuto riattivare la mia vecchia reflex a pellicola perché non sono riuscito ad ottenere un ingrandimento a fuoco nemmeno con uno scanner a 9600 dpi senza interpolazione matematica.
In alto la figura 2 che presenta la doppia stampa e qui la figura 3.
A questo punto ci si deve porre la domanda: com’è potuto succedere un evento di questo tipo? Innanzitutto, bisogna ricordare che le immagini di questi foglietti erano disposte perpendicolari alla direzione di svolgimento della bobina nella macchina da stampa, per cui il raddoppio dell’immagine deve necessariamente essere messo in correlazione con l’avanzamento della carta. Inoltre testa e stemma venivano stampati per primi e solo in fasi successive (1 o 2) veniva completato il disegno del francobollo. Prima di trarre le dovute conclusioni, bisogna anche ricordare che fin dal 1969 sono stati rinvenuti francobolli con sospette doppie stampe. Si veda la serie Cinquantenario dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Da questa serie, sempre più frequenti sono state le stampe cosiddette “smosse” o “colori fuori registro” che in realtà altro non sono che doppie stampe molto ravvicinate. Vi ricordo alcune emissioni per le quali i cataloghi riportano, o hanno riportato, almeno una di queste dizioni, ma ve ne sono anche tante altre non citate.
Alcuni esempi di doppia stampa
Esempi abbastanza noti sono: le prime emissioni delle “Costruzioni Navali Italiane” (1978 e 1979) con raddoppio del colore blu (figure 4 e 5),
la serie “Europa” del 1980 e quella del 1983 in cui si osserva la doppia stampa del logo (verde e rosso), La giornata del francobollo del 1981 (figura 6),
alcuni valori delle “Ville d’Italia” (1980-86) per le quali si ritrova spesso il raddoppio della cornice, del valore e del nome della villa (figure 7 e 8),
ma forse quella più eclatante è la serie per l’Esposizione Mondiale di Filatelia “Italia 85” (2a emissione, 1984) in cui si riscontra la doppia stampa del logo sia verde (figura 9) che rosso (figura 10), sia del testo nero (figura 12) e addirittura la stampa multipla del logo rosso (figura 11) e la tripla del nero (figura 12).
Doppie stampe si riscontrano anche per la terza e quarta emissione (1985) dello stesso evento. Per la seconda emissione credo che sia più raro il francobollo normale che non le varietà. Nel 1988 ritroviamo ancora il “pinocchietto”, vale a dire il francobollo da £ 3150 emesso in occasione dei mondiali di calcio. Anche in questo caso si osserva una chiara doppia stampa del colore nero (figura 13) e, più raramente, del colore grigio (figura 14).
Se non erro, l’ultimo francobollo con questa caratteristica dovrebbe essere quello emesso per commemorare il 450° della nascita di S. Carlo Borromeo (1988) (figura 15).
Non ho conoscenza diretta su emissioni successive e quindi non le posso escludere. Chiudo qui con gli esempi per non appesantire il testo e, caso mai, chi volesse ulteriori informazioni su queste varietà, o comunicarne altre, può contattarmi sia direttamente che attraverso il notiziario dell’Associazione.
Alto Valore da 2000 Lire: calcografia
L’elenco di francobolli con questa varietà non deve distogliere l’attenzione dal fatto che il £ 2000 AV è stampato in calcografia, mentre gli altri esempi riportati in questo testo sono stati stampati con metodi in piano (litografia, offset ecc.). Ad ogni modo il “difetto”, se così si può chiamare, doveva avere un’origine di tipo meccanico. Tenterò di fornire una spiegazione partendo dal concetto che tutte le macchine per la stampa hanno in comune molti componenti rotanti e quindi soggetti ad usura. Tanti anni or sono sentii dire che il Poligrafico aveva problemi per la sua ubicazione in zona molto trafficata e che le vibrazioni indotte dal traffico producessero disturbi durante la stampa. A quel tempo non erano ancora uscite molte di queste varietà ed immagazzinai l’informazione senza commentare.
Alla ricerca delle cause
Oggi, con il senno del poi e dopo aver analizzato molte di queste “doppie stampe”, sono giunto ad una convinzione leggermente diversa. Non che voglia escludere del tutto l’effetto traffico, probabilmente era una concausa anche importante. La causa prevalente, a mio parere, doveva essere invece lo stato non perfetto delle macchine del poligrafico. Dobbiamo tener presente che, per quanto manutenute molto bene, le macchine a rotativa hanno una discreta usura di alcune parti meccaniche ed è possibile che alcuni componenti importanti fossero causa di una saltuaria mancanza di linearità delle condizioni di stampa. Come esempio per la stampa non calcografica vi posso citare uno dei componenti più delicati dell’intera macchina: il rullo di caucciù. Questo componente è soggetto a notevole usura e richiede una verifica costante dopo un determinato numero di ore di lavoro, fino alla sua completa sostituzione. Un’altra causa può essere l’intrusione di un corpo estraneo, anche piccolissimo, che può produrre un salto del componente stampante o anche una leggerissima ovalizzazione di qualche cuscinetto.
Questa interpretazione trova riscontro nella sempre maggiore frequenza di queste varietà nel corso del tempo ed anche perché non si è mai riscontrata una doppia stampa molto spostata dalla prima, sono tutte appena accennate e discoste di pochi decimi di millimetro. Nel caso delle doppie stampe in piano (litografia, offset, ecc.), c’è da dire che se il difetto meccanico producesse un salto sul rullo di caucciù, l’errore dovrebbe essere limitato solo al momento del salto e quindi produrre una doppia stampa parziale. Invece, se il difetto fosse sul rullo di trasmissione del colore sul caucciù, quest’ultimo può recepire su tutta la sua superficie la doppia stampa e trasmetterla sulla carta. Solo in questo modo è possibile avere la doppia impressione su una ampia superficie del rotolo di carta e quindi su un gran numero di fogli.
Per quanto riguarda invece la doppia stampa della testa nell’AV da £ 2000, sappiamo essere stampata in calcografia, metodo che prevede l’allestimento di una lastra metallica su cui vengono incise le immagini in negativo. La lastra viene agganciata al cilindro di stampa, l’inchiostrazione avviene mediante uno o più rulli appositi che fanno aderire l’inchiostro sulla lastra, successivamente una lama pulisce il rullo di stampa lasciando l’inchiostro nelle scanalature dell’incisione che viene poi trasmesso sulla carta. L’incisione sulla lastra avviene mediante una rulletta che porta impressa una sola immagine; questa rulletta ripete sulla lastra di stampa tante immagini (tutte uguali) quante sono necessarie alla stampa dei fogli compresi nella larghezza del rotolo della carta. Se ne deduce quindi che la doppia stampa della testa debba essere imposta necessariamente dalla rulletta che a sua volta porta il “difetto”. La caratteristica sostanziale però è che se il “difetto” è nella rulletta, lo sfasamento tra le due impronte in calcografia deve necessariamente essere costante su tutti i fogli che presentano questo particolare.
Su questo punto mi sono confrontato con gli amici Manelli e Sperati con i quali ci sono stati importanti scambi di opinioni che sono stati molto utili e stimolanti nella ricerca della giusta interpretazione. Potrei associarmi a loro, se lo sfasamento della doppia stampa fosse realmente costante. Invece, sugli oltre trecento pezzi usati a mia disposizione si osserverebbero differenze, anche se minime, dell’entità della traslazione, il condizionale è d’obbligo in quanto stiamo osservando spostamenti di qualche decimo ed anche le leggere differenze necessitano di una misura molto precisa. Nel prossimo articolo cercheremo di fornire i risultati di un’analisi dettagliata effettuata su un numero consistente di francoboli.
Ringraziamenti:
Desidero ringraziare Fiorenzo Sperati, non solo, per l’utilissimo supporto tecnico, ma anche per i costruttivi scambi di opinione per i quali ringrazio anche Marcello Manelli e Claudio Manzati.
LA NUOVA ORDINARIA 2009 DENOMINATA “POSTA ITALIANA”
a cura del perito filatelico Nicola Luciano Cipriani e del perito filatelico Franco Moscadelli
Nel 2009 è uscita la nuova serie di francobolli ordinaria: valutiamola.
Introduzione storica: le serie ordinarie dal dopo guerra a oggi
La tanto decantata serie ordinaria denominata “Posta Italiana” che avrebbe dovuto essere emessa con una grafica più accattivante e dotata di maggiori elementi di sicurezza non è stata accolta con entusiasmo tanto che nei vari blog che internet offre, ha subito pesanti critiche: la nuova ordinaria è stata proprio “bocciata”. Probabilmente il soggetto molto semplice rispetto a quelli a cui siamo abituati ha fatto storcere la bocca a molti. Il disegno non pubblicizza nulla del nostro bel Paese e si preoccupa unicamente di inviare un messaggio simbolico infantile e molto diretto. Che una serie ordinaria debba diffondere un’idea simbolica più o meno forte è cosa nota, tanto che tutte le serie ordinarie, in tutto il mondo, sono e sono state un simbolo rappresentativo dello Stato. Per meglio analizzare la nuova ordinaria quale prodotto dei tempi moderni, facciamo un breve escursus sulle ordinarie repubblicane precedenti. La serie “Democrazia”, di elementi fortemente simbolici per spingere il nostro Paese alla rinascita post-bellica, ne aveva ben sette e tutti molto forti. Essa ebbe un ruolo molto importante: trasmettere fiducia ed ottimismo nei confronti di uno Stato che voleva rinnovarsi sul piano storico, economico e sociale. La successiva serie “Italia al Lavoro” vede molto attenuato il valore simbolico e vuole mettere in evidenza il lavoro tradizionale delle nostre regioni. Questa serie è un’eloquente messaggio: fare emergere il lavoro della gente comune, onesta, che con il lavoro trasmette la vera libertà della democrazia. Torniamo ad un valore più simbolico con la “Siracusana” la cui testa rappresenta il volto mediterraneo della ninfa Aretusa, ripreso da una moneta (tetradramma) di Siracusa del IV secolo A.C. E’ la prima serie ordinaria con una immagine uguale per tutti i valori conferendo una monotona e piacevole armonia alla serie. Il lungo periodo di validità di questa serie (27 anni) ha portato la testa turrita quasi ad identificarsi con il simbolo delle Poste Italiane. La “Michelangiolesca” è la prima serie ordinaria che ha avuto una vita in parallelo con un’altra; infatti questa serie viene emessa nel 1961, il sei marzo, giorno in cui Michelangelo Buonarroti è nato a Caprese (AR), ed ha convissuto con la Siracusana per oltre un decennio. Questa serie fu emessa per celebrare il grande poliedrico genio italiano. Le immagini riprodotte furono tutte prese da particolari della Cappella Sistina. La serie è molto gradevole ed ha certamente diffuso un segno dell’arte italiana nel mondo. Con i “Castelli d’Italia” si è voluto dare un maggior peso alle bellezze turistiche del bel Paese. I castelli, abbondantemente diffusi in tutto lo stivale e nelle isole, hanno permesso di sfornare una serie consistente in numero e differenziata nei valori facciali e, nello stesso tempo, hanno consentito di accontentare i campanilismi di tutte le regioni. I castelli, tutti diversi, sono racchiusi in una cornice comune, ma di colori diversi. Nell’insieme la serie è piacevole. Con la “Donna nell’Arte” è stata messa ancora una volta in risalto la ricchezza artistica del nostro Paese. Inizialmente pochi valori, aumentati in numero solo dopo la terza emissione in moneta unica (solo euro). Anche questa serie è molto piacevole e mostra un escursus storico delle immagini femminili utilizzate in opere artistiche, ovviamente, italiane. Anche se in ritardo, con questa serie l’Italia ha ripreso l’idea, già adottata in altri paesi europei, di dare un doveroso omaggio alla figura femminile. L’ammodernamento in corso in tutte le poste nazionali della UE ha spinto anche l’Italia a dotarsi di un Corriere Prioritario. L’idea era di fornire un servizio più rapido rispetto alla posta ordinaria. Iniziato in via sperimentale il primo dicembre 1997, nell’estate del 1999 è entrato definitivamente in attività con l’emissione di un francobollo specifico. La vignetta, che tutti conosciamo, è apparsa subito brutta e poco interessante ed il suo massiccio uso postale l’ha resa ancora meno accetta. Forse non era così necessario usare una semplice “P” per caratterizzare questi francobolli. Solo nel 2002, con l’emissione di valori differenziati, i “Prioritari” (come vengono comunemente chiamati) hanno stimolato per la differenziazione cromatica e, molto più per il loro uso postale differenziato. Diciamo che questa serie si è fatta piacere di più nel crescere anche se il soggetto, purtroppo ancora semplice e diretto, non trasmetteva assolutamente alcun messaggio.
La nuova ordinaria 2009 Denominata “Posta Italiana”
Siamo finalmente arrivati, speriamo non in modo noioso, all’ultima ordinaria: “Posta Italiana”. Come è noto questa serie sostituirà i prioritari e l’aria di mistero con cui era stata annunciata e tenuta segreta per tanto tempo, aveva creato una certa suspence: tutti si aspettavano qualcosa di veramente ben fatto, piacevole e rappresentativo per l’Italia. Bisogna proprio riconoscere che la delusione è stato il sentimento prevalente.

Figura 1 – Le immagini dei quattro francobolli della nuova serie ordinaria denominata “Posta Italiana”.
Cosa rappresenta e quale informazione si può leggere in questi quattro francobolli? Occorre certo un po’ di fantasia per vederci qualcosa, proviamoci insieme … una busta che vola può suggerirci che da quest’anno la consegna della corrispondenza sarà più veloce e più rispondente ai capitolati di Poste Italiane. Ce lo auguriamo tutti, anche se, ad onor del vero, a parte casi non troppo rari, l’Azienda sta cercando veramente di portarsi ai livelli europei. Gli facciamo tanti auguri affinché ci arrivi nel più breve tempo possibile. Altre informazioni non sembra fornirne, a meno che non si voglia intravedere una forma pubblicitario-politica per far risaltare il simbolo di Poste Italiane nel futuro libero mercato europeo. Come sapete, infatti, a partire dal 2011 ciascun Paese UE potrà operare postalmente anche nelle altre nazioni dell’Unione.
Descrizione della serie ordinaria “Posta Italiana”
– Il soggetto – unico con la busta che spicca il volo lasciando una scia tricolore (figura 5), la scritta Italia (figura 7), il valore, la scritta Poste italiane e la microscrittura (figura 3 e 4) racchiusa nelle due targhette che affiancano le parole Poste italiane.
– La fluorescenza – assente, come nei prioritari. (figura 2)
– La microscrittura – riempie le due cartelle che affiancano Poste italiane; è composta dalle parole “poste italiane” ripetute in modo consecutivo su otto righe e tra loro sfalsate senza alcuna regola geometrica. (figura 3 e 4)
– La carta – adesiva non di pregio, semilucida.
– La fustellatura – identica a quella dei prioritari delle precedenti emissioni.
– La stampa – calcografica a più colori.
– Gli inchiostri – normali inchiostri da calcografia affiancati da uno speciale inchiostro metallizzato, usato per la busta, leggermente cangiante al variare dell’incidenza della luce.
Per quanto riguarda il soggetto, abbiamo già accennato alla sua semplicità e non vorremmo trattarlo ulteriormente proprio perché l’estetica ha valenze molto soggettive di critica. Lasciamo quindi ai blog di internet “l’ardua sentenza”. Ma passiamo alla tecnica di stampa definita di sicurezza.
La questione della stampa di sicurezza: calcografia e microscrittura
Come tutti (più o meno) sanno, la calcografia è una tecnica di stampa pregiata che lascia l’inchiostro leggermente in rilievo sulla carta. Giustamente è stata definita di sicurezza perché è una tecnica anche molto costosa, sia per il procedimento lavorativo, sia per la macchina da stampa. Tant’è che la falsificazione di stampati in calcografia è sempre stata realizzata con tecniche non a rilievo proprio perché più economiche. Si deve anche aggiungere che la calcografia a più colori è ancora più complessa di quella ad uno o due soli colori. Ricordiamo che i valori calcografici de La Donna nell’Arte stampati a due colori hanno avuto degli strani cloni (donna blu, donna verde, ecc) proprio per alcune difficoltà nella loro realizzazione. Quindi avere una macchina che stampa in calcografia a più colori dovrebbe dare sicurezza sulla infalsificabilità dei prodotti stampati.
A questo si deve aggiungere anche la microscrittura in calcografia che, effettivamente, è una tecnica all’avanguardia contro le frodi. Tra l’altro ci è stato riferito che la microscrittura sia in effetti un codice leggibile da macchine di controllo. Sarebbe un po’ come il codice a barre dei prodotti dei supermercati o quello a punti delle label di Poste Italiane. La tecnica della microscrittura è stata adottata anche per le banconote in euro della UE. I caratteri della microscrittura sono molto piccoli, ma con una semplice lente a 10x è possibile renderla leggibile. Come tutti hanno potuto notare, la lettura ad occhio nudo è impossibile e le targhette sembrano essere riempite da una serie irregolare di tratti e punti.
Anche l’inchiostro metallizzato utilizzato per la busta è lo stesso usato per la stampa delle banconote euro di alto taglio. Questo inchiostro metallizzato concentrato, grazie al rilievo prodotto dalla calcografia, cambia leggermente colorazione a seconda della incidenza della luce sul francobollo. Gli inchiostri di questo tipo sono detti anche “inchiostri a doppio effetto di colore”. Abbiamo fatto una veloce verifica su diversi esemplari ma la variazione è veramente minima. L’effetto “cangiante” è conferito alla vernice da speciali pigmenti con effetti perlacei. I riflessi perlacei, grazie alla presenza di questi pigmenti, sono caratteristici di altre vernici, anche dorate o argentate. Nulla da aggiungere sul tipo di carta e di fustellatura, sono praticamente identiche a quelle utilizzate per i prioritari che tutti conosciamo.
Considerazioni conclusive
Questa emissione ha sconcertato un po’ tutti ed ognuno di noi avrà certamente qualcosa da ridire. A noi personalmente ha colpito la eccessiva semplicità e la vacuità del disegno, la piattezza del fondo bianco e la scelta dei colori: i valori da 0,60 e da 1,50 euro non sono poi tanto diversi, come pure quelli dei valori da 1,40 e da 2,00 euro. A coppie i colori cambiano per una minima tonalità e possono facilmente ingannare sia l’addetto postale che l’utente. Ma bisogna riconoscere anche che con questa emissione ci sono sicuramente delle novità: la calcografia (raro uso per una serie ordinaria), la microscrittura e l’inchiostro metallizzato, entrambi utilizzati per la prima volta in filatelia. E’ stato molto enfatizzato che questa emissione è praticamente infalsificabile sia per la tecnica di stampa che per i colori metallizzati. Siamo certamente d’accordo con i sostenitori di questa affermazione perché certamente nessun falsario si doterebbe di una macchina da stampa del costo di qualche milione di euro.
Ma dobbiamo però obiettare anche che, da che mondo è mondo, la falsificazione delle carte valori è stata sempre effettuata con mezzi contenuti sfornando solo oggetti “simili” ma non “identici” a quelli originali. Tutti i falsi ed anche alcuni falsari sono stati scoperti senza però riuscire ad interrompere definitivamente l’opera di falsificazione. Siamo convinti che nessun addetto postale, con le urgenze di oggi, possa avere il tempo di guardare se il francobollo su una certa busta abbia le microscritture calcografiche o no oppure se il colore della busta sia leggermente cangiante oppure no. Se è vero che la microscrittura sia un codice, il lettore dovrebbe essere applicato alle macchine bollatrici che dovrebbero essere in grado di separare i francobolli senza microscrittura. Sorgono subito però alcune domande:
– I lettori automatici sono già in attività?
– Quanti ce ne sono sul territorio nazionale?
– Tutte le corrispondenze con francobolli non dotati di microscrittura come vengono separate? E come vengono verificate?
– È vero che tutta la corrispondenza già obliterata viene convogliata a Roma e fatta passare attraverso lettori intelligenti? E che da qui poi riparte per le altre destinazioni?
Non sappiamo rispondere a queste domande, forse alcune sono anche fantasiose, sappiamo solo che in Italia le uniche macchine in dotazione per lo smistamento della corrispondenza leggono a mala pena il Codice di Avviamento Postale. Sono certamente macchine che svolgono abbastanza bene il loro lavoro ed hanno certamente accelerato i tempi di consegna della corrispondenza. Pensiamo però che l’automazione italiana finisca qui. Lo diciamo con un po’ di amarezza perché certamente noi saremmo tra i primi a desiderare un reale ammodernamento dei sistemi postali e non solo e saremmo anche tra i primi a rallegrarci di sapere che la demagogia è stata messa da parte.
IL PRIORITARIO DA €0,60 MILLESIMATO 2004: FALSO E ORIGINALE
di Nicola Cipriani – Perito Filatelico
Il francobollo prioritario falso a confronto con il francobollo originale
Da tempo ho pronto il materiale per scrivere questo articolo, ma impegni e sorprese filateliche intercorse, me lo hanno fatto rimandare. Siccome ogni promessa è debito, eccomi qui a soddisfare anche il desiderio di tutti noi sulle caratteristiche delle novità; a dire il vero questa non è proprio una novità in quanto è noto ormai da oltre un paio di anni, ma certamente novità è la descrizione delle sue caratteristiche.
Prioritario non millesimato e prioritario millesimato
Nel numero 62 de “La Ruota Alata” ho pubblicato le caratteristiche del falso prioritario da € 0,60 senza millesimo e rimando a questo articolo se volete fare i confronti tra i due falsi. Vi anticipo subito che le due stampe, per quanto eseguite con la stessa metodologia, sono differenti e, nei particolari più evidenti da poter mettere a confronto, riporto il riferimento (LRA n. 62). Nell’articolo precedente parlai di due differenti tipi per un malinteso con il nostro presidente in quanto io avevo tra le mani un esemplare senza millesimo, per altro ancora ignoto, mentre a lui era noto il millesimato 2004 nei due sottotipi che potrete vedere nella figura 1.

Figura 1 – € 0,60, i due tipi falsi millesimati 2004, in alto la probabile prova, in basso quello più comune
Si tratta di due differenti stampe: la coppia in alto ha la bandella blu in colore più chiaro e leggermente decentrata (spostata verso sinistra) rispetto al francobollo; la coppia in basso invece ha la bandella di colore scuro molto simile a quella ufficiale e questa volta più centrata. Dei due tipi quello più comune sembra essere quello con la bandella scura, evidentemente anche i falsari hanno dovuto aggiustare il tiro per giungere ad un prodotto più confondibile, di conseguenza penso che la coppia in alto derivi da una fase iniziale della stampa.
Anche per questo falso, come per il suo simile senza millesimo, la stampa è stata eseguita molto bene tanto che a colpo d’occhio si può essere facilmente ingannati; uno sguardo più attento però nota subito che i “dentelli” della fustellatura sono molto più larghi dell’originale formando una larga ondulazione. I falsi fino ad ora studiati hanno in comune lo stesso tipo di fustellatura. Applicati su buste bianche questo carattere passa facilmente inosservato. Più evidente è invece se applicato insieme ad altri prioritari o, se si ha già l’occhio abituato, si può riconoscerlo anche immediatamente per la maggiore brillantezza della stampa. Tornando al falso in questione, un’altra caratteristica dell’imitazione è la mancanza del disco interferenziale di colore oro, la sua assenza non si nota facilmente sempre per la maggiore brillantezza dell’imitazione. Bisogna anche dire che negli originali il disco interferenziale è visibile solo con un particolare angolo di incidenza della luce.
Confronto del prioritario falso più comune e originale
Prendiamo quindi in considerazione il tipo più comune (bandella scura) e lo confrontiamo con l’originale (figura 2)
Vi premetto che i caratteri che descrivo sono ben visibili sia ad occhio nudo che con l’aiuto di una semplice lente a 10x, comunissimo strumento in possesso di quasi tutti i collezionisti. Nella figura 2 sono riportate le immagini dell’originale (a sinistra) e dell’imitazione (a destra). Da uno sguardo generale, si nota subito che il centro è molto più scuro nell’imitazione, altro carattere il colore salmone del fondo, questa differenza è però trascurabile in quanto anche negli originali si hanno leggere differenze cromatiche dovute alle numerose tirature di questi francobolli.
Entriamo nella descrizione per mettere in risalto altre differenze che caratterizzano l’imitazione con l’aiuto della nostra lente per rilevare tutte le caratteristiche presentate nelle figure che seguono.
Innanzitutto possiamo notare che l’imitazione ha una stampa dei caratteri di colore bruno a contorni netti. Questa caratteristica possono presentarla anche alcuni originali, ma, in genere la stampa in rotocalco, per propria caratteristica si presenta molto più frequentemente con contorni non netti. Ho preso in considerazione tutti i particolari che caratterizzano il prioritario da 60 centesimi: le scritte, il fondo arancio e il disco centrale, nelle figure di corredo a questa nota sono riportati ciascun particolare dell’imitazione confrontato con lo stesso dell’originale.
Nella figura 3 sono messe a confronto le scritte € 0,60 e la linea tratteggiata che la sovrasta. Possiamo notare che la € di euro ha la stessa forma e dimensione dell’originale, al contrario del falso senza millesimo (LRA n.62), le cifre sono leggermente più arrotondate, ed in particolare il 6 è leggermente ruotato rispetto all’originale. La virgola è molto simile, al contrario di quanto riscontrato nel falso senza millesimo. Il tratteggio orizzontale soprastante è leggermente più lungo dovuto ad una irregolarità delle singole barrette. Infatti le prime quattro sono uguali e coincidenti all’originale, la quinta e la sesta sono leggermente spostate a destra, l’ottava è appena più lunga e la differenza comporta la maggiore lunghezza di questo carattere nell’imitazione.
La scritta I.P.Z.S. SPA – ROMA (figura 4) nell’imitazione (in basso) è molto nitida e le singole lettere sono decisamente molto simili all’originale, ad eccezione della S di IPZS che nell’imitazione è appena più schiacciata nelle curve alta e bassa. Anche la lunghezza complessiva della scritta è decisamente uguale.
Il tratteggio verticale destro (figura 5, i tratteggi sono riportati in orizzontale) dell’imitazione (in basso nella figura) è decisamente uguale all’originale, ma se ne distingue per una maggiore irregolarità nella lunghezza dei singoli segmenti e per una leggerissima curvatura dell’intero tratteggio.
La scritta superiore “—- posta prioritaria” dell’imitazione (in basso) è fatta molto bene (figura 6). Le lettere di “posta” sono appena leggermente più grasse e solo la lettera “t” è leggermente diversa nella forma: la testa al di sopra della barretta orizzontale è leggermente più corta rispetto all’originale (v. LRA n. 62).
La scritta verticale sinistra “ITALIA” dell’imitazione (figura 7) (anche in questo caso in figura le scritte sono riportate in orizzontale) ha lunghezza appena diversa dall’originale dovuto ad un non allineamento delle lettere ITAL, in particolare si nota il disallineamento della T e della A. (LRA n. 62).
Anche nel disco centrale è visibile una grande differenza. Nella figura 8a è evidente l’assenza dei giochi di ombre che caratterizzano l’originale (in alto); la stampa dell’imitazione è molto contrastata e piatta. Nella figura 8b è riportato un ingrandimento che mostra come il fondo del centro dell’originale (a sinistra) sia costituito da piccoli puntini grigi, mentre il fondo dell’imitazione è dato da una patina irregolare di colore grigio (LRA n. 62).
Anche il retino arancio utilizzato per il fondo è nettamente differente (figura 9). Nell’originale (metà superiore dell’immagine) il colore arancio si fa più acceso dal centro verso i lati del francobollo per una maggiore densità dei puntini colorati; nell’imitazione (metà inferiore dell’immagine) il colore è dato da una spalmatura irregolare di colore progressivamente più concentrata verso i lati. Un altro carattere ben visualizzabile è il bordo di separazione tra il colore arancio e la cornice esterna; nell’originale la separazione dei colori è seghettata, mentre nell’imitazione è diritta.
Infine resta la bandella blu (figura 10). Nell’imitazione i caratteri sono leggermente più piccoli di circa mezzo millimetro tanto che ad occhio appaiono più magri; in proporzione lo è anche la linea bianca centrale. Le lettere “a” di “posta prioritaria” mostrano molto chiaramente la differenza nei due occhielli che le compongono. Lo stesso vale per la scritta Priority Mail (figura 11).
Conclusioni
Le osservazioni di dettaglio eseguite sull’imitazione del prioritario da € 0,60 millesimato 2004 hanno consentito di rilevare che la stampa è stata eseguita con il metodo della fotolitografia, noto anche come offset. Si tratta della stessa tipologia di stampa del falso senza millesimo; se ricordate nel caso del non millesimato la stampa è stata eseguite combinando sia la retinatura che il tratto pieno, in questo caso invece è stato utilizzato solo il metodo a tratto pieno. Concludendo, si può dire che i due falsi sono stati eseguiti con lo stesso procedimento di stampa, ma seguendo due metodologie differenti. Le leggere differenze sui caratteri farebbero pensare a due differenti produttori, ma ritengo che non siano sufficientemente significative.
IL 45c DONNE NELL’ARTE DENTELLATO 11¼
Nicola Cipriani – perito filatelico, Marcello Manelli e Claudio Manzati
La notizia più interessante dell’estate trascorsa è stato il ritrovamento di un francobollo da 45c donne nell’arte con una dentellatura 11¼ che ha fatto subito pensare ad un nuovo falso dopo quello dentellato 14×14¼ del quale Cipriani ha fornito, riteniamo, una esauriente descrizione ne La Ruota Alata n. 64. Ringraziamo quindi l’amico Stefano Finotti che gentilmente ha voluto condividere con noi questa bella scoperta che nasce nell’estate del 2007 quando, a seguito di un acquisto in eBay, gli veniva inviato il materiale ordinato con una Raccomandata affrancata con un blocco da 7 francobolli da 45 centesimi della Donna nell’Arte in data 31-5-07 (figura 1).
Inizialmente la busta era passata inosservata anche al nostro amico, infatti e purtroppo molti di noi non considerano molto i comunissimi ordinari della tariffa lettera base che spesso senza molta attenzione finiscono nel cestino. Ma cari amici lasciatevi dire che un occhio distratto ma indirizzato bisogna sempre averlo. Pensate un po’ ai tanti ordinari estremamente comuni che presentano varietà di filigrana o dentellatura o altro che invece li trasformano in veri piccoli tesori ambiti da tutti noi. Siamo d’accordo, diciamo sempre che non ci capiterà mai, eppure vi assicuro che la costanza da i suoi frutti e molti di noi possono raccontarvi qualche storia vera e bella perché abbiamo sempre controllato ogni pezzo anche annoiandoci. Ma torniamo al nostro scopritore, dopo circa un mesetto, casualmente, riguardando la busta ha notato qualcosa di strano, non ben definibile immediatamente, ma quella sensazione ha causato una osservazione più attenta, fino ad individuare che la dentellatura non era la solita. Infatti il blocco di 7 della busta presenta l’intero angolo di foglio destro basso e normalmente questi francobolli non sono perforati lungo i bordi verticali come invece sono quelli in questione. Ma poi… la dentellatura non mostra gli angoli perfetti dei francobolli di questo tipo. “Accidenti è una dentellatura lineare!!” … “Ma cosa è, un falso o una varietà uscita dal poligrafico?” questa è stata la prima domanda che si è fatto il nostro amico il quale, dopo averci riflettuto un po’ su, ci ha anche scritto “… la carta, la filigrana stelle 4, la fluorescenza e la stampa mi sembrano assolutamente normali per questo tipo di emissione; ma la dentellatura è lineare e con due perforatori di diametro diverso, entrambi con passo 11¼!!”. Allora ci siamo fatti mandare tutto il materiale che vi riproduciamo nelle figure 2÷8 ed è quindi iniziato lo studio dettagliato di “questa donna affascinante” (parole di Finotti). Il contatto successivo con il mittente della lettera, molto probabilmente non filatelista, permetteva di recuperare tutti i francobolli disponibili che, a detta del venditore, erano stati acquistati su un banchetto di un mercatino domenicale a Roma. Non sappiamo quanti di questi francobolli siano stati utilizzati per gli invii fino al momento della loro scoperta. Purtroppo questo rimarrà un punto interrogativo. Ad ogni modo il lotto recuperato è composto da 148 esemplari sia in grandi blocchi che quartine, coppie e singoli. Spiccano nel lotto tre coppie bordo di foglio destro ed una quartina angolo di foglio destro basso non dentellati lungo il bordo destro del foglio. Il lotto complessivo è composto da:
1. busta con un blocco di 7 angolo di foglio destro basso (figura 1)
2. blocco di 60 (parte inferiore del foglio) (figura 2)
3. blocco di 18 esemplari (tre strisce verticali di 6) bordo di foglio a sinistra (figura 3)
4. blocco di 18 composto da tre strisce verticali di 6 (figura 3)
5. blocco di 12 composto da tre strisce verticali di 4 (figura 3)
6. striscia verticale di 6 bordo di foglio a destra (figura 3)
7. quartina (figura 3)
8. quartina angolo di foglio destro basso (figura 4)
9. quartina angolo di foglio sinistro basso (figura 5)
10. una coppia (figura 6)
11. un singolo bordo di foglio dex, posizione 80 (figura 4)
12. 2 singoli (figura 3 e figura 7)
13. quattro blocchi bordo di foglio a destra non dentellati lungo il bordo del foglio: quartina angolo di foglio destro basso (posizioni 89-100) e 3 coppie nelle posizioni 59-60 (con quadrato nero), 69-70 e 79-80 (con triangolo di registro del colore viola) (figura 8)
I blocchi dei punti 3, 4, 5, 6 e 7 ai quali si aggiunge un singolo fanno parte della stessa porzione di foglio, come si può evidenziare accostandoli tra loro (figura 3). Anche questo, quindi, doveva essere un blocco intero parte inferiore del foglio in cui la fila 91-100 è stata interessata dal taglio della lama. Invece i blocchi di cui ai punti 8 e 11 provengono dallo stesso blocco (figura 4). Anche i piccoli blocchi descritti al punto 13 fanno parte tutti dello stesso blocco (figura 8), nell’ordine come sono stati descritti, e corrispondono alle posizioni 59-100. Di questo blocco, se il taglio del foglio comprendeva anche in questo caso 6 francobolli in verticale, mancherebbe una coppia non dentellata a destra.
La composizione dei blocchi fa supporre che essi derivino da normali fogli di 100 esemplari, inoltre, sia la presenza dei blocchi non dentellati lungo il bordo destro del foglio (posizioni 59-100) che quella di altri blocchi con bordo di foglio destro, ci dicono che il materiale dovrebbe provenire da almeno quattro distinti fogli o da spezzoni di fogli diversi tutti dentellati e da uno non dentellato lungo il bordo destro del foglio, per un totale di 5 spezzoni di foglio. Ci aiutano in questa valutazione i simboli di registro dei colori sul bordo destro. Gli stessi sono presenti nel blocco di 7 sulla busta (figura 1), nel blocco da 60 (figura 2), nella striscia verticale di 6 con bdf destro (figura 3 6), nella quartina + singolo b.d.f. destro (figura 4) e nella quartina non dentellata a destra (figura 8).
La caratteristica di tutto il lotto è che non dovrebbero esistere strisce verticali con più di 6 francobolli, infatti i grandi blocchi di questo lotto sono delimitati in alto ed in basso da due vistosi tagli di lama da tipografia ben evidenziabili dai francobolli tagliati che delimitano i blocchi. Anche quelli con bordo di foglio basso presentano la stessa caratteristica, infatti questo non è mai intero ma interessato dai tagli a varia altezza. L’altezza dei blocchi visionati è di 18,20 cm a sinistra e di 18,45 a destra, si può intuire come i fogli siano stati messi sotto la lama senza una grande attenzione.
Se ipotizziamo che i blocchi originari fossero stati tutti di 60 francobolli parte bassa del foglio, con o senza bordo, e che siano stati in numero di 5, i francobolli di questo tipo in origine avrebbe dovuto essere un totale di 300, sulla base di questa ipotesi, mancherebbero all’appello 152 francobolli. Preciso che abbiamo fatto un calcolo molto ipotetico anche se siamo partiti da una base logica, ma non sappiamo se gli spezzoni di foglio siano stati 5 o in numero maggiore. Inoltre non sappiamo se il venditore al banchino del mercatino domenicale li ha venduti a Finotti tutti in blocco o solo in parte.
Osservando questi francobolli, l’impatto maggiore è dato senz’altro dalla dentellatura lineare con perforazione 11¼ che fa subito pensare ad un falso di buona fattura dato che la vignetta appare decisamente simile all’originale. In effetti, come anticipato nel numero 65 de La Ruota Alata e nel notiziario CIFO di Dicembre, la vignetta è realmente originale, come potrete realizzare proseguendo la lettura. Ad ogni modo da una attenta analisi della dentellatura si evince che:
1- il perforatore è del tipo “lineare” con passo decimale 11,2 scarso; la sequenza e la dimensione dei fori sono irregolari tanto che in alcune zone si possono leggere valori differenti.
2- i perforatori lineari utilizzati dal Poligrafico dello Stato durante il periodo repubblicano hanno un passo decimale di 11,3.
3- si nota una discrepanza fra maschio e femmina dei punzoni che compongono il perforatore, ciò si può dedurre dalla leggera sbavatura nel contorno dei fori chiaramente visibile al verso dei francobolli. Da questi caratteri si può anche dedurre che il perforatore è fortemente usurato e/o di scarsa qualità e comunque di attrezzature non ben manutenute. Tutto si può dire del Poligrafico, ma certamente la qualità delle attrezzature è indiscutibile.
Conclusione la perforazione è molto probabilmente avvenuta all’esterno del Poligrafico, ed eseguita da privati.
Nella figura 9 sono messi a confronto il francobollo dentellato 11¼ (a sinistra) con quello originale (a destra). A prima vista si nota una stampa un po’ più secca visibile da punti di discontinuità di alcune righe, ma aguzzando bene la vista alla ricerca di differenze, bisogna riconoscere che proprio non se ne vedono, a parte una leggera, ma normale, differenza di tono di colore. Tra l’altro, casualmente l’originale ha le stesse sbavature di colore nero sul collo e questo sembra già abbastanza sintomatico.
Partiamo dalle dimensioni. Le vignette di entrambi i francobolli non solo hanno le stesse dimensioni, ma hanno anche la stessa spaziatura (figura 10 e 11).
Inoltre sia gli ornati che le scritte sulla cimosa sinistra “Il Foglio di Cento ….” hanno le stesse dimensioni e lo stesso carattere puntinato a losanghe come mettono in evidenza la figura 12 ed il particolare ingrandito di figura 13.
Nelle figure 14 e 15 vengono invece messe a confronto le scritte ed i simboli presenti lungo la cimosa destra. Si nota subito come il rettangolo nero, il numero del foglio ed il codice a barre non occupano la stessa posizione. Questa cosa non deve sorprendere perché la loro posizione in tanti altri francobolli è spesso stata molto ballerina in quanto dipende dalla tiratura la quale, nel caso di un ordinario di tariffa lettere e non solo ne ha sempre avute tante.
Il codice a barre è la traduzione del numero del foglio in cifre e pertanto lo spessore e la successione delle barrette cambia da foglio a foglio. Il tipo di stampa e la posizione delle figure geometriche che evidenziano il registro dei colori è invece perfettamente identico nei due francobolli. Infatti la stampa è costituita da piccole losanghe in calcografia ed i simboli di registro occupano la stessa posizione rispetto ai francobolli e, di conseguenza, hanno anche la stessa distanza tra loro (figura 15).
A questo punto analizziamo le vignette dei francobolli con lo stesso metodo utilizzato da Cipriani nella descrizione del falso dentellato 14×14¼ e vi consigliamo, se avete il n. 64 de La Ruota Alata, di confrontare anche le figure di questo falso.
Nelle figure 16, 17 e 18 sono riportate le immagini rispettivamente del colore violetto, del ciano e del nero. Anche in questo caso possiamo affermare che non ci sono proprio differenze tra i due francobolli.
A questo punto pensiamo che tutti i lettori siano d’accordo con noi nel dire che questo francobollo non può che essere autentico, a parte, naturalmente la perforazione. Quali conclusioni trarre? Anche più di una volendo e potremmo sbizzarrirci, ma sicuramente tutte molto poco credibili a parte una. Visto che al Poligrafico non vengono più usati “strani” perforatori si deve pensare che questa operazione sia “postuma”. Conclusioni: il nostro dentellato 11¼ è autentico solo nella stampa. Questo francobollo doveva far parte di alcuni fogli scartati come refusi di stampa, probabilmente non dentellati i quali fogli sono stati successivamente tagliati in due o tre parti mediante lama da tipografia per poter essere poi indirizzati verso il macero. Qualcuno probabilmente conoscendo il mercato collezionistico ne ha intuito l’interesse e ne ha asportato alcuni frammenti. Non ha importanza indagare su chi, come, quando, e perché siano stati perforati, di sicuro se non fosse stata eseguita questa perforazione i francobolli sarebbero stati certamente molto più interessanti, visto che non sono noti imperforati.
IL CARNET PRIORITARIO DI 4 FRANCOBOLLI DA €0,62 DEL 2001
Di Nicola Cipriani – Perito filatelico
Il carnet prioritario
Proseguendo lo studio sui francobolli prioritari, vi descrivo l’emissione 2001 in carnet da 4 francobolli. In realtà ero partito con un’altra idea: fare il confronto tra i francobolli del carnet e quelli in foglio; ma strada facendo ho dovuto modificare il tiro. Ero infatti partito dall’ipotesi che i francobolli del carnet potessero presentare piccole differenze rispetto a quelli in fogli da 28. Avevo notato da tempo alcuni piccoli particolari che però avevo lasciato nel cassetto. Il recente studio sul falso prioritario da € 0,60 mi ha stimolato a riprendere quella vecchia ipotesi. Ho iniziato a fare il confronto di alcuni particolari e sono emerse alcune differenze abbastanza evidenti, ma per scrupolo ho voluto verificare se nel carnet tutti gli esemplari fossero perfettamente identici. Ebbene, non ci crederete, ma non sono affatto uguali.
Siete sbalorditi, vero? Lo sono stato anch’io, eppure è proprio così. Vi descrivo quindi le caratteristiche dei francobolli del carnet rinviando ad una prossima pubblicazione il confronto tra questi e quelli provenienti da foglio. Quanto di seguito comunicato è stato verificato su 10 carnet in mio possesso. Questo numero è certamente piccolo rispetto alla tiratura, ma bisogna riconoscere che o io ho in mano solo varietà, ma mi sembra poco probabile, o tutta (o gran parte) la tiratura presenta questo carattere. Tengo anche a precisare che questo studio ha solo valore di ricerca con l’unico scopo di portare un contributo alle conoscenze filateliche in generale, non vuole assolutamente avere valenze nei confronti della loro catalogazione.
Il computer per sovrapporre i dettagli dei francobolli
Innanzitutto bisogna dire che quanto sono riuscito a mettere in evidenza non è facilmente osservabile con una semplice lente in quanto occorre molta precisione nel sovrapporre due francobolli. E’ molto facile invece con il computer che consente di fare repliche dei particolari ed accostarli tra loro. Ma vediamo un po’ cosa è venuto fuori.
Descrizione del carnet
Come sapete i quattro francobolli del carnet sono posizionati in “striscia orizzontale” di quattro, li ho numerati a partire da sinistra, quindi il numero 1 è quello attaccato alla copertina del carnet e la numerazione prosegue verso destra (figura 1).
Nelle figure che seguono ho riportato solo i caratteri in cui ho riscontrato le differenze più evidenti: la parte superiore del francobollo, la scritta IPZS ROMA – 2001 e la scritta “posta prioritaria” della fascetta blu. Tutte le figure riportano il particolare del francobollo n. 1 in basso.

Figura 2 – confronto tra la lunghezza del 1° francobollo e quella degli altri in posizione 2, 3 e 4 all’interno del carnet
Nelle figure 2a, b, c è riportata la parte superiore del francobollo che contiene la scritta “——posta prioritaria”; in queste, l’immagine del francobollo n. 1 è riportata in basso e messa a confronto con la stessa dei francobolli in posizione 2, 3 e 4. Le sbarrette nere aiutano a mettere in linea sulla sinistra i francobolli, mentre quelle a destra consentono di rilevare le differenze di lunghezza. Come si può vedere, le posizioni 1 e 2 differiscono in modo molto poco percettibile, questa differenza potrebbe essere considerata nulla e rientrare nella tolleranza della stampa. Ma questa differenza di lunghezza è crescente proseguendo con l’analisi dei francobolli successivi (figura 2b e 2c), quindi, anche se minima, questa differenza ha un suo significato. Infatti nelle figure, non solo si nota la lunghezza crescente delle scritte, ma si nota anche che a questa variazione è interessata tutta la dimensione del francobollo, come si evince osservando il riquadro scuro che delimita il disegno.
La stessa caratteristica si nota sia nella scritta bassa “IPZS ROMA – 2001”, sia nella scritta “posta prioritaria” della fascetta blu come si può notare osservando le figure 3 e 4. Ho provato anche a verificare eventuali differenze lungo i lati verticali dei francobolli, ma non sembrano esserci.
Anche nel caso delle figure 3 e 4, l’ aumento della lunghezza delle scritte è messo in evidenza dalle sbarrette nere, passando dal francobollo in posizione 1 a quelle successive. Nella figura 3 si nota anche come nella posizione 4 manchi la sbarretta tra IPZS e ROMA. Nei 10 carnet che ho potuto analizzare si osserva saltuariamente la mancanza di una o entrambe le sbarrette; tale mancanza sembra non avere una regola. D’altronde questa caratteristica è nota anche nei francobolli da foglio.
Riflessioni sul carnet
La prima domanda che viene in mente è sicuramente: ma come potrà essere venuta fuori una cosa del genere? Effettivamente non è facile dare una risposta. Penso che le spiegazioni potrebbero essere più di una, ma al momento mi è difficile darne in quanto non conosco con dettaglio il procedimento utilizzato dal Poligrafico per la replica dell’immagine base di questo prioritario e la sua riproduzione sul foglio per la stampa dei carnet.
Molto probabilmente tutta la parte grafica è stata preparata utilizzando un software di grafica, il file così ottenuto è stato inserito poi nel computer della macchina da stampa. In questo quadro credo che l’unica spiegazione possa essere individuata nel procedimento di trasposizione della prima immagine base nelle quattro posizioni del carnet, successivamente le quattro posizioni dovrebbero essere state riprese tutte insieme per essere replicate fino a completare il foglio base (che impropriamente potremmo chiamare “cliché”) per la stampa. Se così fosse, l’allungamento progressivo osservato in questi francobolli dovrebbe essere stato causato accidentalmente durante la fase di trasposizione dell’immagine base sulle tre posizioni successive a completare il disegno del carnet.
Questo “inconveniente” potrebbe essere meglio compreso se si conoscesse il software da disegno utilizzato. Infatti è possibile una impercettibile traslazione dell’immagine dopo un “copia/incolla” e un aggiustamento dell’allineamento con la prima immagine. Se ripetiamo la stessa manovra con la posizione 3, copiando dalla 2 e con la posizione 4, copiando dalla 3, possiamo portarci dietro un errore che si amplifica progressivamente. D’altronde troverei strano che il computer della macchina da stampa possa aver distorto l’immagine del “cliché” , a meno di un errore manuale durante l’inserimento ed il controllo dell’immagine prima della stampa. In questo caso però l’allungamento avrebbe dovuto interessare tutto il “clichè” senza produrre distorsioni progressive al suo interno.
Conclusione
Forse la spiegazione più corretta potrebbe essere data con maggiore certezza conoscendo le procedure adottate dal Poligrafico. Chi desidera può portare il proprio contributo.